Il ruolo di Demetra nel documento monetale more

in Demetra, la divinità, i santuari, il culto, la leggenda. Atti I  Congresso Internazionale (Enna, 1-4 Luglio 2004), a cura di C.A. Di Stefano, Pisa-Roma 2008, 123-134.

BIBLIOTECA DI «SICILIA ANTIQVA» co l la na d i r etta da e r n e sto d e m i ro 2. Con il contributo della Provincia Regionale di Enna e dell’Ente Biennale di Archeologia Coordinamento scientifico Antonino Di Vita Carmela Angela Di Stefano Coordinamento organizzativo Giuseppe Lo Iacono Cettina Emmi Giuseppe Saccone Pietro Paolo Barbarino Segreteria scientifica Serena Raffiotta DEMETRA LA d i v i n i t à , I S A N T UA R I , I L C U LTO, LA L E G G E N DA att i d e l i con g r e s s o i n t e r na z i ona l e e n na , 1 - 4 lu g l i o 2 0 04 a cura di c a r m e la a n g e la d i st e fa n o P I S A · RO M A FA B R I Z I O S E R R A · E D I TO R E 2008 Sono rigorosamente vietati la riproduzione, la traduzione, l’adattamento, anche parziale o per estratti, per qualsiasi uso e con qualsiasi mezzo effettuati, compresi la copia fotostatica, il microfilm, la memorizzazione elettronica, ecc., senza la preventiva autorizzazione scritta della Fabrizio Serra · Editore®, Pisa · Roma, un marchio della Accademia Editoriale®, Pisa · Roma. 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Demeter Giulia Sfameni Gasparro, Demetra in Sicilia : tra identità panellenica e connotazioni locali Sven Schipporeit, Enna and Eleusis Ernesto De Miro, Thesmophoria di Sicilia Vassilis Lambrinoudakis, Demeter and Apollon : could they have a common cult ? Nancy Bookidis, The Sanctuary of Demeter and Kore at Corinth and Colonization Nunzio Allegro, Valentina Cosentino, Laura Leggio, Stefano Masala, Silvia Svanera, Lo scarico del Thesmophorion di Gortina Maria Caccamo Caltabiano, Il ‘ruolo’ di Demetra nel documento monetale greco Enrico Acquaro, Kore nella monetazione di Cartagine punica Giovanni Mastronuzzi, Il culto di Demetra in Messapia Malcolm Bell, Hiera Oikopeda Donald White, Demeter Libyssa ii : another Model for Colonial Cultic Transference Susan Kane, Transforming Power : the use of Statues in the Cult of Demeter at Cyrene Piero Orlandini, Demetra a Gela Giovanni Rizza, Demetra a Catania Claudio Sabbione, Margherita Milanesio Macrì, Recenti scoperte al Thesmophorion di contrada Parapezza a Locri Epizefiri Alberto Sposito, Architettura e rito nel Santuario delle divinità ctonie a Morgantina Sergio Ribichini, L’arrivo della dea. A Roma e a Cartagine M’Hamed Hassine Fantar, Le culte de Déméter et ses incidences à Carthage Maria Clara Ruggieri Tricoli, Il mito di Demetra nell’immaginario pirotecnico : alcune feste palermitane dell’età barocca Rosario P. A. Patanè, Demetra a Centuripe Giovanni Di Stefano, Demetra a Camarina. Note di topografia. Revisioni e novità Francesca Spatafora, Entella : il Thesmophorion di Contrada Petraro Antonella Pautasso, Anakalypsis e Anakalypteria. Iconografie votive e culto nella Sicilia dionigiana Antonino Di Vita, Conclusioni. Demetra : la divinità, i santuari, il culto, la leggenda 9 11 13 15 25 41 47 93 99 107 123 135 137 155 161 167 173 187 193 221 235 243 247 255 261 273 285 293 IL ‘RUOLO’ DI DEMETRA NEL DOCUMENTO MONETALE GRECO Maria Caccamo Caltabiano a ricostruzione del ruolo di Demetra attraverso il documento monetale non va confusa con una rassegna panoramica di tipologie al confine tra la curiosità e l’indagine antiquaria, tradizionalmente intesa. Attraverso il documento monetale si intende recuperare lo ‘spazio’ che l’uomo antico – con finalità essenzialmente politiche – ha riservato a quel culto, esprimendolo in maniera ufficiale e diretta, e dotandolo di tutte quelle specificità di significato che scaturivano dalla cultura e dalle tradizioni locali, o che erano il risultato di contatti, di mediazioni, di influenze fra paesi anche geograficamente fra di loro distanti. Ciascuna immagine monetale ‘nasce’ in precisi momenti storici ; la loro conoscenza illumina le motivazioni alla base della scelta iconica, e consente di comprendere le componenti ideologiche e il patrimonio culturale da cui l’immagine è stata ispirata, ed è divenuta a sua volta espressione. 1. Il metodo d’indagine del lin Da qui l’esigenza di esaminare le iconografie monetali non isolatamente, ma quali componenti di un lessico iconico dotato di una specificità che ne richiede l’analisi differenziata rispetto ad altri documenti che fungono da ‘supporti’ iconici (vasi, rilievi, statuaria, oggetti dell’arte suntuaria). L’applicazione di una metodologia specifica prevede la lettura quanto più possibile ampia e documentata delle immagini monetali registrabili sotto il medesimo ‘soggetto’. L’interpretazione obiettiva e scientifica dei dati consente alla fine di recuperare il ‘significato’ delle immagini e di valorizzare i tipi monetali quali documenti storici. 1 Le fonti numismatiche hanno il vantaggio di essere omogenee, di provenienza certa, di cronologia nella maggior parte dei casi definita. Il linguaggio iconico monetale, condizionato dalle ridotte dimensioni del tondello, ha per obiettivo una comunicazione immediata, sintetica e selettiva. Le immagini che riescono ad affacciarsi alla ribalta monetale sono come punte di un iceberg che sottende fenomeni culturali molto più ampi, e che quasi mai hanno tratto la loro origine in tempi recenti. 2 Il nostro metodo d’indagine è basato sull’analisi spazio-temporale del tipo monetale, finalizzata a comprenderne le origini, le aree di diffusione, il significato e insieme le modifiche o gli arricchimenti semantici da esso subiti. 3 L’approccio tiene conto del rapporto che intercorre tra il diritto e il rovescio della moneta, tra il tipo principale e quello secondario, tra l’immagine e l’iscrizione che l’accompagna. Particolarmente produttivo per la comprensione del significato assunto da ciascun tipo monetale è l’analisi del contesto all’interno del quale il Vd. Caccamo Caltabiano-Castrizio-Puglisi 2004. L’approccio scientifico che proponiamo è in linea con il progetto di ricerca finalizzato alla realizzazione del Lexicon Iconographicum Numismaticae (lin), promosso e coordinato dalla cattedra di Numismatica dell’Università di Messina (M. Caccamo Caltabiano), in collaborazione con le analoghe cattedre delle Università di Bologna (E. Cocchi Ercolani), di Genova (R. Pera) e di Milano (L. Travaini). Cofinanziato dal murst nell’anno 2000 (L’immaginario del potere per un Lessico Iconografico Monetale) e dal miur nel 2003 (L’immaginario del potere e il Lexicon Iconographicum Numismaticae). Il progetto ha quale obiettivo la sperimentazione di un nuovo metodo d’indagine delle iconografie monetali, e, muovendo dalla convinzione dell’esistenza di uno specifico linguaggio iconico della moneta, di programmare la realizzazione del lin attraverso studi prepa3 Caccamo Caltabiano 2004a. ratori. 1 2 L tipo monetale risulta inserito : spesso infatti la zecca organizza i suoi messaggi affidandoli alla contemporanea emissione di più serie e di più nominali ; all’interno di un vero e proprio ‘sistema’ di valori facciali il tipo diviene espressione di gerarchie di potere, denunciando maggiore o minore importanza e quindi diversità di ruoli dei soggetti rappresentati. 4 2. Caratteri del tipo monetale di Demetra L’analisi diatopica del tipo monetale di Demetra evidenzia precise localizzazioni (Sicilia, Magna Grecia, Peloponneso, Beozia, Creta), già individuate dagli storici delle religioni, e richiama la nostra attenzione su aree, come quella orientale degli Stretti e del Mar Nero, che non mi pare siano state ancora adeguatamente indagate. 5 Trascurabile e piuttosto tardo (a partire dalla seconda metà del iv sec. a.C.), sembrerebbe invece nel documento monetale il ruolo eleusinio, e quello di Atene. 6 Dal punto di vista cronologico il tipo monetale di Demetra non risulta ‘spalmato’ indifferentemente in qualsiasi periodo storico, al contrario si manifesta e si addensa in periodi specifici in relazione alle scelte politiche assunte dalle autorità di governo. In due aree (Metaponto 7 e Cizico 8) il tipo monetale di Demetra appare accompagnato dall’epiteto Sotería (Tav. ii, 18) e Soteira che, insieme all’utilizzo dell’immagine della dea da parte di symmachie, confederazioni e città alleate, 9 indica un ruolo religioso di natura eminentemente politica svolto dalla Dea. 10 Un ruolo che ci sembra – come vedremo – di mediazione e di raccordo, un ruolo finalizzato alla concordia fra le classi sociali, fra le città, fra le ethnie. 3. Demetra ad Henna : il tipo monetale più antico ? Le piccole litre in argento di Henna, attestate da pochi esemplari (forse una decina) sono state considerate da J. K. Jenkins emesse intorno al 450/440 a.C. 11 Si tratterebbe, in assoluto, della più antica presenza di Demetra sul documento monetale : la dea compare al diritto su una quadriga in moto con nella mano destra tre spighe e nella sinistra le redini ; 12 sul rovescio, Caccamo Caltabiano 2002 ; Caccamo Caltabiano 2005. Per la raccolta dei documenti vd. Beschi 1990, pp. 844-892. Le prime serie realizzate per Eleusi sono in bronzo e recano al diritto l’immagine di Triptolemo su carro alato tirato da serpenti ed al rovescio un porcellino, vd. Mørkholm 1991, p. 87, tav. xiii n. 212. 7 sng ans 1972, n. 342. 8 Grose 1923-29, nn. 7578-7580, tav. 260, 5-7 (iv sec. a.C.) ; Franke-Hirmer 1964, p. 146, tav. 200 n. 719 (405-363 a.C.) ; sng von Aulock 1957, nn. 1217-1220 ; sng von Aulock 1967, nn. 7339-7349 (iv sec. a.C.). 9 Vd., infra. 10 Chirassi Colombo 1981, pp. 403-428 era giunta alle medesime conclusioni analizzando il culto di Cerere a Roma. La studiosa definiva la dea « politica ed urbana » contro il luogo comune che ne esaltava la « peculiarità agraria e cereale » (pp. 406-410). Più di recente anche l’analisi dei reperti archeologici ha consentito alla Hinz 1998, p. 241 di affermare che « Il culto di Demetra e Kore sembra avere assunto in Sicilia funzioni sempre maggiormente sociali all’interno delle città … rispetto alla sua struttura principalmente agraria in epoca arcaica ». 11 Jenkins 1975, pp. 78-83. A comprova della brevità dell’emissione gli esemplari pervenuti sono stati battuti con l’impiego di soli due conii di D/ e 4 di R/. 12 Alla guida di una quadriga, con in mano il kentron ? e nella sinistra le spighe (si conservano il capo coronato di spighe e le mani), Demetra è rappresentata su un frammento di anfora attica a figure nere proveniente dal santuario locrese della Mannella, datato al 530 a.C., vd. Beschi 1990, p. 876 n. 387. 5 6 4 124 maria caccamo caltabiano Storicamente le emissioni che stiamo analizzando ricadono negli anni successivi alla sconfitta degli Ateniesi in Sicilia, un periodo in cui – a livello monetale – si registra per la prima volta in Sicilia interesse per la rappresentazione di Demetra e Kore. Oltre che a Segesta, dove la dea compare sia alla guida della quadriga al passo che di quella al galoppo 8 (Tav. i, 3 e 5), Demetra sembra infatti comparire anche a Selinunte su una quadriga al galoppo accompagnata nell’area di esergo dalla spiga 9 (Tav. i, 6). Una Demetra con fiaccola nella mano destra su quadriga al galoppo è inoltre presente su una nutrita serie di tetradrammi siracusani databili tutti dopo il 413 a.C. e non oltre la fine del v sec. a.C. 10 (Tav. i, 7). Nei medesimi anni 413-409 a.C. sia a Segesta che a Siracusa alcuni conii di tetradrammi rappresentano le teste delle due dee dell’agricoltura. A Segesta una bella testa disegnata di profilo, con i capelli trattenuti da una larga fascia decorata con astri ed acconciata come la maggior parte di quelle siracusane, è accompagnata dal simbolo della spiga di grano 11 (Tav. i, 9), a Siracusa due teste recano entrambe l’attributo della corona di spighe. La prima 12 (Tav. i, 10), pur mantenendo il tradizionale motivo dei quattro delfini che le ruotano intorno, 13 mostra una corona arricchita da una spiga, da una testa di papavero e da una foglia di quercia (Tav. i, 10a) : i capelli sono raccolti sulla nuca e da essa si distingue una seconda testa coronata solo di spighe e caratterizzata da lunghi capelli fluenti sul collo. 14 Questo secondo modello avrà molta fortuna a distanza di un secolo : usato da Agatocle rappresenterà Kore 15 (Tav. ii, 17), e dopo di lui lo utilizzeranno Iceta, 16 Pirro 17 e Ierone II. 18 4. Demetra e il ‘pansicilianesimo’ di Ermocrate La probabile comparsa di Demetra a Siracusa, Selinunte e Segesta ma soprattutto l’assimilazione iconica di Demetra con la dea Segesta ricorre sulle monete siciliane in un periodo segnato dalla leadership del siracusano Ermocrate, promotore di un progetto di ‘pansicilianesimo’ che ha trovato spazio nelle storie di Tucidide in ben tre discorsi. 19 A Gela nel 424 e successivamente anche a Camarina e a Siracusa Ermocrate 8 9 con una fiaccola nella mano destra, la dea prega accanto all’altare (Tav. i, 1). I confronti proposti da K. Jenkins per definire la cronologia dell’ emissione riguardano le quadrighe siracusane della serie con il ketos in esergo (470-450 a.C. ca), e più in generale le figure della divinità cittadina sacrificante dei tetradrammi himeresi coniati fra il 460 e il 450 a.C. 1 Per quanto nella tavola illustrativa del suo intervento Jenkins avesse già evocato il confronto fra l’iconografia di Demetra in quadriga e un’immagine analoga presente sui tetradrammi di Segesta (Tav. i, 2) databile nei decenni finali del v sec. a.C., 2 lo studioso non ne aveva tratto alcuna conseguenza. Un’analisi più mirata delle iconografie consente invece non solo di evidenziare l’identità di schema fra le figure di Demetra e di Segesta, ma anche di recuperare ulteriori confronti fra le monete delle due città. Al rovescio degli ultimi tetradrammi emessi da Segesta, con al diritto la quadriga al galoppo, è presente infatti una figura femminile che sacrifica accanto all’altare 3 (Tav. i, 3) ; sulle spalle indossa il medesimo himation della Demetra Hennese, e anche l’orientamento dei piedi, l’uno rappresentato di profilo l’altro frontalmente – un particolare che era stato ritenuto indizio di arcaismo da parte di Jenkins 4 – appare identico. L’altare presso cui sacrifica la dea di Henna, basso e dall’ampio piano rettangolare, si confronta inoltre con quello presso cui compie il sacrificio il dio fluviale Selinos (Tav. i, 4) sugli ultimi tetradrammi selinuntini che recano al diritto il tipo della quadriga al galoppo. 5 Sia i tetradrammi di Selinunte che quelli di Segesta, ora ricordati, appartengono alle serie finali emesse dalle due città prima dell’attacco cartaginese del 409 a.C. : 6 le emissioni sono particolarmente interessanti perché consentono di recuperare una cronologia della prima coniazione di Henna molto più tarda rispetto a quella finora ipotizzata. Se il nostro confronto è corretto, le difformità stilistiche e la rappresentazione più rigida e scarna dei tipi hennesi, caratteristiche ritenute finora indizi di uno stile severo, andrebbero piuttosto giustificate oltre che con la mano di un incisore diversamente dotato, anche con le dimensioni molto piccole del nominale impiegato. Le litre, piccoli tondelli dal peso inferiore a 0,80 g e dal diametro non superiore al centimetro, mal si prestavano, infatti, a far riprodurre scene complesse realizzate altrove sui grossi tetradrammi. La cronologia più tarda prospetta, dunque, in assenza di precedenti ipotesi giustificative, l’inserimento della prima serie hennese in un contesto storico – come vedremo – politicamente significativo, e pone al tempo stesso il problema di una ‘intenzionale’ assimilazione, anche a livello iconico, di Demetra con l’elima Segesta : non a caso a Roma, che avrebbe vantato più tardi comuni origini etniche con l’elima città di Sicilia, Segesta era la dea delle messi (a segetibus), distinta da Seia divinità della semina (a serendo). 7 A lei si accompagnava dunque in maniera appropriata l’attributo delle spighe comune anche a Demetra. Jenkins 1975, tav. iv. Lederer 1910, p. 18 sg. Q 2-3 ; Rizzo 1946, pp. 285-286, tav. 61 nn. 19-21. 3 Rizzo 1946, p. 287, tav. 62 n. 12 ; Franke-Hirmer 1964, p. 66 n. 202, tav. 71 n. 4 Jenkins 1975, p. 81. 202. 5 Rizzo 1946, tav. 33 nn. 9-10 ; Franke-Hirmer 1964, p. 64, tav. 68 n. 189. 6 Mildenberg 1976, pp. 113-121 data i tetradrammi con quadriga al passo al 415 a.C. ca. ; quello con ninfa sacrificante al 410 a.C. ; i tetradrammi con testa di Segesta di profilo al 410-405 a.C. e quelli con quadriga al galoppo negli anni 400398 a.C. Le forti somiglianze iconografiche e stilistiche che è possibile cogliere fra le serie emesse dalle poleis siciliane a partire dal 420/415 a.C. e le emissioni di Segesta evidenziano, a mio avviso, una datazione meno estesa di quella prospettata da Mildenberg, e assai prossima agli anni dell’assalto cartaginese contro la maggior parte delle colonie greche, cfr. Caccamo Caltabiano 1993, pp. 135-139. 7 Plin. xviii, 8. Vd. Chirassi Colombo 1981, p. 405. 1 2 Rizzo 1946, pp. 285-286, tav. 61 nn. 19-21 e tav. 62 nn. 16-17. Rizzo 1946, p. 169 tav. 33 nn. 11-11a ; Franke-Hirmer 1964, p. 64, tav. 68 n. 10 Rizzo 1946,pp. 207-209 tav. 43 nn. 13-16, 20-21 ; Franke-Hirmer 1964, pp. 51-52, tav. 38 nn. 109-110. 11 Rizzo 1946, p. 288, tav. 62 nn. 13-14 ; Franke-Hirmer 1964, p. 66, tav. 71 nn. 203-204. 12 Rizzo 1946, p. 205, tav. 43 nn. 11-12 ; Franke-Hirmer 1964, p. 51, tav. 37 n. 107. Il tipo è identificato dai due studiosi come Kore. 13 I delfini sono stati intesi generalmente quale espressione della natura acquatica della divinità raffigurata. Nella logica di un linguaggio iconico connotato da forte simbolismo, la presenza del delfino potrebbe esprimere anche un concetto di salvezza per cui si veda l’equivalenza presso Ps.-Diosc. 3. 77 di swsandron con delfnion. Cahn 1993, pp. 5-6 ha recuperato la medesima valenza concettuale per la ninfa Arethosa. Sul simbolismo dell’animale cfr. Grimal 1986, pp. 371-372. 14 Rizzo 1946, p. 223, tav. 48 n. 1 ; Franke-Hirmer 1964, p. 52, tav. 39 n. 114 (Persephone). 15 Franke-Hirmer 1964, p. 54, tav. 48 nn. 135-136 ; sng ans 1988, nn. 664-681. Sull’iconografia di Kore e la ricostruzione dell’intera serie vd. Armagrande 2000, pp. 209-241, e inoltre Borba Florenzano 1993, pp. 71-77 ; Consolo Langher 2004, pp. 16 sng ans 1988, nn. 754-775 (attribuiti da D. Bérend, editrice del catalogo, alla iv democrazia, 289-287 a.C.). 17 Franke-Hirmer 1964, p. 105, tav. 151 n. 474 ; sng ans 1988, nn. 828-833 (stateri d’argento), nn. 836-841 (bronzi : sul rovescio compare il tipo di Demetra in trono con in mano scettro e spiga). Sulla monetazione di Pirro vd. Borba Florenzano 1992, pp. 207-224. 18 Franke-hirmer 1964, p. 56, tav. 49 n. 139 ; sng ans 1988, nn. 862-867 ; per la cronologia delle emissioni, distinguibili in più gruppi, vd. Carroccio 1994. 19 Thuc. iv, 58-64 ; VI, 33-34, 76-80. Tannen Hinrichs 1981, pp. 49-59. Vd. Caccamo Caltabiano 2003, pp. 105-125. 191. il ‘ ruolo ’ di demetra nel documento monetale greco 125 aveva teorizzato una unione dei Siciliani che dal punto di vista nostro avviso da collante fra questi ideali di libertà e di rinmilitare doveva consentire di fronteggiare il pericolo ateniese, novamento, la personificazione di Sikelia, immagine di quelma che dal punto di vista politico portava avanti la rivoluziola idea di nazione siciliana già propagandata da Ermocrate e naria idea di mettere insieme popolazioni di ethnie differenti : riproposta da Timoleonte nel nome e nei simboli della dea Sicelioti, Siculi, Sicani, ma anche Elimi e perfino Cartaginesi. delle messi, legislatrice e fonte di vita e di civiltà. È possibile che con la mediazione della Demetra di Henna la Siracusa di Ermocrate, dopo la vittoria sugli Ateniesi, avesse 6. Demetra e Kore in età agatoclea (317-289 a.C.) tentato un avvicinamento alla città elima di Segesta, che era La successiva serie di Henna, sempre in bronzo, reca al diritto stata amica degli Ateniesi e responsabile forse del loro interuna testa femminile dai lunghi capelli coronata di spighe idenvento. Nell’ottica di una concordia generale propagandata tificata con Demetra (Tav. i, 14). Sul rovescio una testa di toro, anche attraverso le iconografie monetali, concordia tanto più o più probabilmente di giovenca, 8 ornata di bende sacrificali necessaria nel momento in cui Ermocrate alleato di Sparta e che pendono ai lati, mostra in alto un chicco d’orzo. 9 Anche della Persia (413-409 a.C.) si accingeva a lasciare la Sicilia per questa serie è stata finora datata in età timoleontea, fra il 350 realizzare la sua importante spedizione navale in Asia Minore, 1 e il 344 a.C. potremmo spiegare la comparsa per la prima volta sulle moIl confronto del rovescio hennese con quello di dracme conete di Siracusa, Henna, Selinunte e Segesta delle immagini di niate dalla confederazione euboica (probabilmente nella città Demetra e Kore. Una presenza dunque legata ad un’ideologia di Calcide) al tempo dell’occupazione di Demetrio Poliorcete, politica ‘forte’, sostenuta dalla possibile assimilazione della dinegli anni compresi fra il 304 e il 290-285 a.C. 10 (Tav. i, 15), vinità greca, Demetra, con quella della città elima, Segesta, di consente di datare la serie siciliana nel periodo del governo sicui forse si auspicava l’alleanza. racusano di Agatocle. In esso lo stesso confronto con le dracTracce della presenza siracusana in Asia Minore in occame euboiche acquista senso se pensiamo che Demetrio era sione della spedizione di Ermocrate sembrano presenti in un genero di Agatocle, avendone sposato la figlia Lanassa, e che 2 tipo monetale di Mallos in Cilicia, regione da cui provengono nel 302 era stato iniziato ai misteri Eleusini. 11 3 numerose imitazioni di iconografie monetali siciliane. L’imQuanto all’identità della testina hennese coronata di spighe magine, un unicum in campo monetale, mostra una Demetra propenderei ad identificarla con Kore piuttosto che con Decon fiaccola e spiga in mano (Tav. i, 8) : i capelli sono trattemetra, valorizzando l’iconografia delle chiome lunghe da cui nuti da una cuffia secondo il modello che prevale in Sicilia la dea, a partire da Agatocle, proprio sulle monete siciliane sulle monete emesse al tempo di Ermocrate ; le spalle sono sembra costantemente caratterizzata. 12 cinte da un himation, il cui lembo estremo ricade a sinistra della figura. Le prime emissioni di Agatocle, precedenti l’assunzione del titolo regale recano infatti al diritto due teste femminili (Tav. 5. Demetra e Sikelia in età Timoleontea ii, 16-17) : la prima serie con legenda Syrakosion ricopia i fa(354/3-339 a.C.) mosi decadrammi firmati da Euainetos, 13 la seconda presente sui tetradrammi battuti direttamente a nome di Agatocle Una breve emissione di Henna di età timoleontea, riconiasi ispira alla testa femminile coronata di spighe degli anni di ta dopo la caduta della tirannide sui grossi bronzi emessi da Ermocrate, e reca la legenda KORA. 14 È ben noto come il culDionisio I, presenta al diritto una testa femminile coronata di to della dea, insieme a quello di Demetra, si innestasse sulla spighe e accompagnata dalla legenda DAMATHR (Tav. i, 12). Sul rovescio una capra si staglia innanzi a una fiaccola ed è lunga tradizione che a partire da Teline, il progenitore dei Difiancheggiata da due spighe. 4 nomenidi, lo aveva correlato all’assunzione del potere tiranniDi recente D. Castrizio nel suo volume su La monetazione co. 15 Al grido di Kore Agatocle aveva guidato i suoi uomini in mercenariale in Sicilia 5 ha richiamato l’attenzione sulla ripresa Africa ; in un’immagine di Kore, dai tratti induriti e dal collo del tipo della fiaccola e delle spighe su tre serie emesse dalla robusto Agatocle aveva tentato di rappresentare se stesso. 16 La dea Kora, associata all’immagine di Nike che erige il trofeo, è Symmachia promossa da Timoleonte all’atto della sua presa del espressione di quella ideologia della vittoria militare su cui i potere a Siracusa, con lo scopo di fronteggiare il pericolo carbasileis ellenistici fondavano il loro potere. 17 taginese. Le serie, contrassegnate al rovescio dalla medesima legenda SUMMACIKON, recano al diritto rispettivamente la 7 Castrizio 2000, pp. 65-66. testa barbuta di Zeus Eleutherios, la testa di Sikelia coronata di 8 I sacrifici di giovenche e porcellini sono prescritti sia nei riti eleusini che in spighe (Tav. i, 13), e la testa giovanile di Apollo Archagetas con quelli tesmoforici per la forza catartica e fecondatrice del loro sangue, Beschi 9 lunghe chiome : i tipi sono tutti identificati dalle legende che li Calciati 1987, pp. 232-234 n. 3. 1990, p. 846. 10 6 Mørkholm 1991, p. 91 n. 245, tav. xv, 245. accompagnano. D. Castrizio, che ha attribuito le tre emissio11 Consolo Langher 2000, p. 304 nota 56. ni a tre diverse zecche (Halaisa, Henna e Tauromenion) ha già 12 Vd., supra, p. 120 la testa di Kore sulle monete di Ermocrate e poi su quelle evidenziato l’importante livello di assimilazione che sembra di Agatocle. 13 Vd. sng ans 1988, nn. 632-643, cfr. i decadrammi di Euainetos, ivi, nn. 361alla base dell’associazione con Sikelia dei medesimi attributi 375. di Demetra, la fiaccola e le spighe. Non sfugge inoltre allo 14 Le due serie sono state analizzate da Ierardi 1995-96, pp. 1-73. studioso come nell’emissione delle tre serie symmachiche, 15 Cfr. Privitera 1980, pp. 392-411 ; Luraghi 1994, pp. 120-121, 314, 318. Hinz tenute fortemente insieme dall’adozione del medesimo rove1998, p. 240 ha tuttavia rilevato che l’espansione e l’incremento d’importanza del culto sotto i Dinomenidi sembra smentita dalle fonti e dai reperti archeologici scio e dalla stessa legenda, sia possibile ravvisare i contenuti « i Dinomenidi, nel migliore dei casi, potrebbero avere sfruttato una tendenza della propaganda politica di Timoleonte fondata sulla libertà dell’epoca, onorando in modo particolare, un culto già fiorente, importante evocata e garantita da Zeus Eleutherios, e sulla aspirazione a e seguito… ». L’osservazione, sicuramente interessante, non mi pare tuttavia escludere lo strumentale ‘utilizzo politico’ del culto promosso nel tempo dai un tempo nuovo patrocinato da Apollo Archegete. 7 Funge a Vd. Caccamo Caltabiano 1987a, pp. 119-137. Franke-Hirmer 1964, p. 140, tav. 193 n. 667 (Demeter). 3 Caccamo Caltabiano 1996a, pp. 103-114, in particolare pp. 108-110 ; Caccamo Caltabiano 2000a, pp. 291-328. Vd. anche Vanotti 2004, pp. 85-101. 4 5 Calciati 1987, pp. 231-232 n. 1. Castrizio 2000, pp. 70-72. 6 Castrizio 2000, p. 51. 1 2 differenti governi siracusani, da quello tirannico dei Dinomenidi a quello basilico di Ierone II. Un’interessante raccolta di fonti letterarie è in Polacco 1986, pp. 21-27 e passim, supportata dalla correlazione con i rinvenimenti archeologici ad summam Neapolin, per cui vd. Polacco in Polacco-Trojani-Scolaro 1989, 16 Armagrande 2000a, pp. 224-229. pp. 122-124. 17 Consolo Langher 2003, pp. 287-301 ; vd. anche bibliografia, supra, p. 120 n. 15. 126 maria caccamo caltabiano nell’ottica di una sovranità ‘siciliana’ che Agatocle rivendicava nel preteso ruolo di ‘diadoco’ del basileus Alessandro. 9 Un ruolo politico-religioso del culto delle due dee, idealmente parallelo a quello svolto dalla città di Henna in Sicilia, fu sicuramente assunto da Metaponto in Magna Grecia. Le due città sono le uniche ad avere accompagnato sulle loro monete, in età timoleontea, la rappresentazione di Demetra con l’iscrizione del suo nome 10 (Tav. ii, 19 Metaponto). La ricchezza e la varietà delle monete metapontine dedicate alle due dee, rimangono tuttavia prive di confronto sia in Sicilia che nel mondo greco in generale. Dalla moneta Metapontina, ad esempio, è testimoniata l’epiclesi di Kore come Soterìa 11 (Tav. ii, 18), cioè ‘Salvezza’, e quella di Hygieia 12 (Salute) forse per Demetra, due appellativi che credo abbiano assunto un ruolo assai importante nella profonda assimilazione compiutasi in età ellenistica fra Demetra e l’egiziana Iside. 13 Sempre a Metaponto le dee, l’una con chiome lunghe – che sulla scia del modello agatocleo abbiamo identificata con Kore –, e l’altra con i capelli arrotolati sulla nuca, identificabile con Demetra sono accompagnate dal medesimo nome di DAMATHR. 14 È qui espresso il concetto delle due Demeteres, delle due dee così strettamente connesse l’una all’altra da formare una coppia, tenuta insieme anche dai nomi espressi al duale : to Theò, to Thesmophòro, dionymoi theai, aspetti inscindibili di una stessa realtà divina legata alle vicende del ciclo agrario e alla funzione civilizzatrice. 15 8. Demetra e il ruolo di Delfi e della Macedonia Dal documento monetale emerge anche la funzione politicoreligiosa svolta da Demetra nell’ambito di una delle più celebri confederazioni, l’Anfizionia delfica. Stateri (Tav. ii, 23) ed hemidracme d’argento associano la testa di Demetra velata e coronata di spighe ad un Apollo seduto sull’omphalos. 16 L’Anfizionia aveva infatti come maggiori santuari quello di Apollo a Delfi e quello di Demetra ad Anthela vicino alle Termopili. L’emissione è stata datata da P. Kinns 17 al 336 in connessione con la decisione presa dal Consiglio amfizionico di rimonetare il circolante presente nel tesoro per ristrutturare il tempio. Al di là dell’occasione contingente, documentata da testimonianze epigrafiche, ci si chiede tuttavia se, visto che il 336 a.C. è anche l’anno dell’assassinio di Filippo II di Macedonia, l’anfizionia di Delfi, che a partire dalla metà del iv secolo a.C. era stata dominata dal re Macedone, non avesse inteso promuovere quell’azione di resistenza alla Macedonia conclusasi in seguito con il passaggio della lega sotto l’influenza etolica. Alla seconda metà del iv sec. a.C. va ascritto il nuovo interesse iconografico per uno dei pochi episodi mitici di Demetra, sorprendentemente raro nell’iconografia greca : il ratto e il ritorno di Kore. 18 A questo tema, secondo la tradizione letteraria, furono dedicate una statua bronzea di Prassitele e una tavola dipinta da Nicomaco, 19 quest’ultima più volte citata nei decenni recenti in relazione alle famose pitture parietali di una delle tombe dei sovrani macedoni di Vergina 20 (Tav. ii, Consolo Langher 2000, pp. 258-260. Per Henna si veda la serie di età timoleontea, supra, p. 121 no. 3 ; per Meta11 sng ans 1972, n. 342. ponto sng ans 1972, nn. 411 e 415. 12 sng ans 1972, n. 322. L’identificazione con Demetra non è sicura, potrebbe tuttavia essere avvalorata dalla capsula di papavero presente nel campo di un esemplare coevo (ivi nn. 320-321), nonché dal costante abbinamento con il tipo 13 Vd. Beschi 1990, p. 892. della spiga. 14 15 sng ans 1972, nn. 411-415. Beschi 1990, p. 846. 16 Mørkholm 1991, p. 85, tav. xii, nn. 204-205. 17 Kinns 1983, pp. 1-22 ; Marchetti 1999, pp. 99-113. 18 Vd. Beschi 1990, p. 889. 19 Per la statua bronzea di Prassitele e la tavola di Nicomaco vd. rispettivamente Plin., Nat.Hist., 34, 69 e 35, 108 ; cfr. Beschi 1990, p. 872 n. 327 e p. 889. 20 Andronikos 1994, in part. pp. 49-99 ; 101-109 ; a p. 131 lo studioso evidenzia 10 9 7. Demetra, Persephone e Leukippos sulle monete di Metaponto L’importanza propagandistica affidata da Agatocle al culto delle due dee emerge tuttavia con grande rilevanza in Magna Grecia nelle abbondanti emissioni realizzate dalla città di Metaponto. Sulle monete di Metaponto troviamo due teste femminili coronate di spighe ma diversamente acconciate : l’una ha i capelli raccolti sulla nuca 1 (Tav. ii, 20), l’altra presenta chiome fluenti 2 (Tav. ii, 21). La distinzione sembra riproporre quella dei tetradrammi emessi da Agatocle. Le due serie di stateri sono state emesse contemporaneamente, lo dimostra l’utilizzo delle medesime lettere di controllo e degli stessi simboli. 3 Esse appartengono agli anni iniziali del iii secolo a.C. quando, fidando sull’appoggio di Metaponto, Agatocle cercava di consolidare il suo potere nella zona dell’Alto Ionio in contrapposizione con i Bruzzi e in collegamento con i nuovi possessi di Leucade e di Corcira. Alle emissioni con Demetra e Kore Metaponto affianca una terza serie con testa di Leukippos. 4 La connessione anche di questo personaggio con Siracusa, oltre che da elementi iconografici sembra suggerita dalla quadriga al galoppo – tradizionale tipo siracusano – che su alcuni distateri più recenti (Tav. ii, 22) ne decora la calotta dell’elmo. 5 Le tre emissioni, realizzate contemporaneamente, concorrono a ricostruire una triade virtuale formata da Demetra, Kore e Leukippos : in essa, l’elemento maschile anziché essere rappresentato da Dioniso, come in altre forme di culto dell’Italia Meridionale, evoca un mitico fondatore dal ruolo di stratega e dalla natura solare, come il formante leykòs (chiaro, lucente) del nome lascia facilmente intendere. 6 Si tratta di una triade probabilmente funzionale alla propaganda di Agatocle, con riferimento ai rapporti che il basileus siracusano intendeva stringere con le popolazioni lucane. 7 Giova forse osservare che l’iconografia della Kore hennese di età agatoclea, per la ricchezza delle chiome ricciolute e i caratteri stilistici, piuttosto che derivare dalla Kore agatoclea dal disegno più classico e meno sovrabbondante, sembra attingere alla versione datane da Metaponto. Se ciò è vero, potremmo pensare che, ancora una volta, nel campo della sua politica estera, la Siracusa di Agatocle avesse voluto valorizzare il ruolo di ‘mediazione’ politica ed etnica svolto dalle due dee, con il diretto coinvolgimento della città di Henna, quale centro ideale di quel culto, in simbolica connessione con Metaponto che di quel culto appare la sede più importante nell’Italia Meridionale. 8 D’altro canto, se il tipo del diritto della moneta di Henna guardava a Metaponto, la giovenca sul rovescio – derivata – come sembra – dalle dracme della confederazione euboica, sottintendeva i più ampi interessi politici di Agatocle, correlati alla persona di Demetrio Poliorcete e al regno Macedone, Vd. sng ans 1972, nn. 399-401, 414-427. Vd. sng ans 1972, nn. 452-462, 467-514. 3 Caccamo Caltabiano 2000b, pp. 33-45. 4 sng ans 1972, nn. 428-429. Si tratta delle emissioni più antiche riconoscibili per la presenza della kyné al di sotto dell’elmo (su questo attributo distintivo del ruolo di stratego vd. Castrizio 1998, pp. 83-101), assente invece nelle emissioni successive, nn. 402-407, 409-410, 432-450. 5 Franke-Hirmer 1964, p. 73, tav. 84 n. 244 ; sng ans 1972, nn. 430-431. 6 Caccamo Caltabiano 1997, p. 776. 7 Consolo Langher 2000, pp. 285-286 ; per l’intervento di Agatocle a Corcira intorno al 299/8 a.C., ivi, p. 288. 8 Tale ruolo si desume dalla costanza con cui Metaponto fin dalle sue emissioni più antiche ha adottato il tipo monetale della spiga e dalla ricchezza di tipologie dedicate a due divinità femminili identificabili con Demetra e Persephone pur all’interno di un’articolata attenzione all’intero pantheon locale. 1 2 il ‘ ruolo ’ di demetra nel documento monetale greco 127 25 e iii, 31). Negli ultimi decenni del iv sec. a.C. il medesimo (Tav. ii, 24), entrambe rappresentate con l’evidente intenziotema del ratto fiorisce su un nutrito gruppo di vasi apuli, fra ne di assimilare le regine alla dea Iside/Demetra. 9 1 Sul Bosforo l’influenza tolemaica non è comunque soltanto i quali si segnalano quelli dipinti dal pittore di Dario (Tav. iii, 28). Tutti questi fenomeni sono sicuramente preparatori artistica ma soprattutto politica ed economica. 10 Lo dimostra l’esistenza di monete tolemaiche contromarcate da Bisanzio alla rilevante presenza delle due dee a Metaponto, culminacon il proprio monogramma, 11 e la coniazione di bronzi con ta come abbiamo visto nelle emissioni dell’età di Agatocle, e testa velata e cornucopia, 12 gli stessi tipi presenti sulle ricche pongono in evidenza l’esistenza di un vero e proprio triangolo emissioni in oro e in argento di Berenice II, la regina dell’Egitculturale e politico, su basi religiose, fra la Macedonia, l’Italia to e della Cirenaica. 13 Altri bronzi di Bisanzio recano anche i Meridionale e la Sicilia, ben più ampio e di maggiore respiro tipi della testa di Poseidon e del tridente, 14 due immagini fatemporale di quello che si è soliti riconoscere, identificando miliari ai Siciliani presenti come sono sugli abbondanti bronzi nel triennio della presenza di Alessandro il Molosso in Magna battuti dal re siracusano Ierone II. 15 Il documento monetale ci Grecia il momento culminante di quel rapporto. consente, dunque, di recuperare alla nostra attenzione i due poli della politica mediterranea dei Tolemei : ad oriente l’area 9. Presenza di Demetra in Oriente del Bosforo, quale passaggio obbligato per accedere al Mar e le influenze tolemaiche Nero, ad occidente la Sicilia e la Magna Grecia. L’analisi diatopica del tipo monetale di Demetra ha conSi giustifica così la ripresa di modelli iconografici e di valori sentito di recuperare alla nostra attenzione la zona costiera ponderali tipici delle emissioni tolemaiche nella monetazione nord-occidentale dell’Asia Minore e l’area bosforana, passagprima di Agatocle e poi in quella di Ierone II. 16 In questo congio obbligato per sboccare sul Mar Nero. Focea, 2 Lampsaco, 3 testo ci limiteremo a ricordare le emissioni di Filistide (Tav. Cizico 4 ed Olbia 5 hanno battuto serie più o meno brevi con iii, 30), moglie di Ierone II, che ricopia il ritratto di Berenice II testa di Demetra nel corso del IV sec. a.C. Cizico l’accompae il titolo di basilissa. 17 gna con l’appellativo di Soteira, Olbia, uno dei più importanti distretti del commercio del grano, l’associa al tipo dell’aquila 10. Henna nell’età di Hierone II e il problema su delfino. 6 del mun ( icipium ) hennae Dall’Area Bosforana negli ultimi decenni del iii sec. a.C. All’età di Hierone II appartiene anche la serie bronzea di Henprovengono due serie monetali battute da Bisanzio e Calcena con al diritto la bella testa velata di Demetra e sul rovescio done : al diritto compare la testa velata di Demetra, sul rovescio – rispettivamente – un Poseidon su roccia 7 e un Apollo il ratto di Kore 18 (Tav. iii, 29), esempio che rimane isolato sul8 seduto su omphalos (Tav. ii, 26-27). le monete di età greca. Le emissioni bosforane mostrano evidenti analogie con le La moneta è il maggiore dei quattro nominali battuti da teste velate delle basilissai tolemaiche, Arsinoe II e Berenice II Henna con legenda mun hennae, integrato come Municipium Hennae, e i nomi dei duoviri L. Munatius e M. Cestius. 19 Nel 1946 la serie è stata intesa da Michel Grant 20 come foundation issue, e datata dopo il 44 a.C., contemporaneamente all’istitucome the illustration of a religious mythological theme in a sepulchral edifice is unique ... in the Hellenic world. Vd. anche Beschi 1990, p. 858 n. 122. zione ad opera di Ottaviano di nuovi colonie e municipi. 1 Beschi 1990, p. 871 nn. 312-318. In un articolo comparso nel 1995 21 e in un ulteriore inter2 Si tratta di un hekte in elettro, Bodenstedt 1981, tav. 49 n. 109. Serie di stateri d’oro : bmc 1892, p. 81 n. 27, tav. 19, 5 (390-350 a.C.) ; Beschi 1990, p. 861 n. 162. 4 Emissioni in elettro Grose 1923/29, nn. 7578-7580, tav. 260, 5-7 (iv sec. a.C.) ; Franke-Hirmer 1964, p. 146, tav. 200 n. 719 (405-363 a.C.) ; sng von Aulock 1957 nn. 1217-1220 ; sng von Aulock 1967, nn. 7339-7349 (iv sec. a. C.) ; Beschi 1990, p. 861 n. 163. 5 Ad Olbia la presenza della testa di Demetra si registra su numerose emissioni sia in argento che in bronzo della ii metà del iv sec. a.C. Vd. sng British Museum 1993, tav. xix, nn. 402-413, 428-433, 434-438 ; tav. xx nn. 439-450. Agli inizi del iii sec. a.C. la testa di Demetra, riconoscibile per la corona di spighe, è contraddistinta anche dalla corona turrita, attributo che ne evidenzia l’intima natura di Tyche poleos, ibidem nn. 536-549, ma è probabile che della medesima serie facciano parte anche i nn. 534-535 ; senza corona turrita sono gli esemplari nn. 550-568, alcuni dei quali dai tratti piuttosto barbarizzanti. Particolarmente interessanti i bronzi con Demetra con testa velata (ibidem, nn. 569-570) confrontabili non soltanto con le coeve emissioni di Bisanzio (ibidem, nn. 68-71) ma soprattutto con monete emesse nel medesimo periodo in Sicilia e Italia 6 D’Arrigo 2006. Meridionale, vd., infra, p. 125. 7 Mørkholm 1991, p. 146 tav. xxxiv n. 495 ; sng British Museum 1993, nn. 59-62 (tetradrammi ridotti, di peso tolemaico), n. 62 (didrammo ridotto ?), 240-220 a.C. 8 Mørkholm 1991, p. 146, tav. xxxiv nn. 496-497 ; sng British Museum 1993, nn. 133-135 (tetradrammi ridotti di peso tolemaico), n. 136 (didrammo ridotto ?), 240-220 a.C.). Esistono anche emissioni congiunte, in bronzo, di Bisanzio e Calcedone con testa di Demetra velata e coronata di spighe al diritto e sul rovescio Poseidon seduto su roccia con in mano aplustre e tridente sng British Museum 1993, nn. 82-83. Di grande interesse, infine, dal punto di vista storicoreligioso, l’emissione di bronzi con al diritto le teste accollate di Demetra velata e coronata di spighe, in primo piano, ed Apollo (sul rovescio Poseidon stante su prua) ; analoghe teste accollate compaiono a Tomi, sul Mar Nero, sulle emissioni del Basileus Tanousas sng British Museum 1993, n. 307. L’abbinamento Demetra-Apollo, già riscontrato a proposito delle emissioni dell’amfizionia delfica e dei tetradrammi di Calcedone distinto sui due lati della moneta, grazie al tipo con teste accollate si rivela tutt’altro che accidentale bensì profondo e sostanziale, prospettando un possibile rapporto madre-figlio all’interno di una ‘triade’ in cui un ruolo importante spetta a Poseidon, inteso come lo sposo di Demetra. 3 9 Sulle emissioni battute a nome delle due regine vd., rispettivamente, Troxell 1983, pp. 35-70 e Caccamo Caltabiano 1996b, pp. 177-195 e Caccamo Caltabiano 1998, pp. 97-112. 10 Sulla politica di aiuti economici da parte di Tolomeo II vd. Noeske 1995, pp. 221-248. 11 Mørkholm 1991, pp. 145-146, tav. xxxiv n. 494 ; sng British Museum 1993, nn. 56-58. Vd. anche Davesne 2000, pp. 9-16. 12 Grose 1923/29, II, nn. 4244-4245, tav. 153 n. 10. sng British Museum 1993, nn. 68-71. Oltre a quelle di Bisanzio si vedano anche le emissioni in bronzo di alcune città del Mar Nero : Callatis, con testa di Demetra velata e al R/ corona di spighe sng British Museum 1993, n. 211 ; Istro, con Demetra velata e sul R/ aquila sul delfino, ivi, n. 261 ; Odesso, con testa di Demetra velata e corona con spiga sul R/, ivi, n. 288. 13 Svoronos 1904, p. 145 nn. 962-963 tav. xxix 17-18, p. 148 nn. 972-973 tav. xxix 1-3 ; pp. 150-151 nn. 978-984 tav. xxix nn. 4-11 e tav. xxxv 14-16 ; pp. 152-153 nn. 986-991 tav. xxxv 2-5, 13 ; p. 176 nn. 1113-116 tav. xxxv 1, 11-12, 17-20. Per la cronologia relativa ed assoluta delle emissioni di Berenice vd. Caccamo Caltabiano 1996a. 14 Grose 1923/29, ii, n. 4243,tav. 153 n. 9 ; sng British Museum 1993, nn. 63-65. 15 Calciati 1983/87, ii, pp. 395-399 n. 197 ; sng ans 1988, nn. 964-1015. 16 Carroccio 2001, pp. 181-205 ; Carroccio 2004. 17 Vd. Caccamo Caltabiano-Carroccio-Oteri 1997, pp. 53-59. 18 Calciati 1987, p. 237 n. 9. 19 Amandry-Burnett-Ripollez 1992, pp. 165-181. 20 Grant 1946, pp. 189-199. 21 Caccamo Caltabiano 1987b, pp. 353-379. Vedi, contra, gli argomenti di Pinzone 1999, pp. 48-57 che ritiene discutibile l’esistenza di un municipium romano nel iii sec. a.C. Lo studioso non contesta le argomentazioni di tipo numismatico, che pure gli sembrano corrette (p. 48), e si basa sulle scarne, lacunose e posteriori testimonianze di Livio e Cicerone ; non manca, tuttavia, di citare altre interessanti ‘anomalie’ nel quadro della vicenda politico-amministrativa della Sicilia romana. La conquista della Sicilia avrebbe segnato una svolta decisiva nella storia di Roma ; l’isola, in quanto prima provincia romana, avrebbe funzionato da ‘nave-scuola’ : in essa i Romani misero a punto criteri e metodi amministrativi su cui si sarebbe fondato il sistema dispiegato nei territori successivamente ridotti a provincia. Sul tema vd., anche Crawford 1990, pp. 91-121. 128 maria caccamo caltabiano cronologia delle emissioni municipali di Henna, ma solo a partire dal ii sec. d.C. e non più tardi dei primi decenni del III. Hermes precede di solito il carro di Hades, tenendo le briglie del cavallo timoniere o facendo strada con la fiaccola accesa, raramente il dio segue il carro o è del tutto assente. 9 Solo su due vasi apuli 10 Hermes appare alla guida della quadriga di Hades, ma il dio degli inferi e Persephone sono ritti l’uno accanto all’altra. Sui vasi apuli, infatti, il ratto appare come ‘rasserenato’ : Persephone è ritta a sinistra dello sposo e prende spesso congedo dalla madre allungando verso di lei le braccia. L’attributo della velificatio che connota l’immagine di Hades sulla moneta di Henna, assente sui documenti di età ellenistica, è presente sui sarcofagi di età romano-imperiale (Tav. iii, 33) e sui cistofori microasiatici 11 (Tav. iii, 32), è assente invece sulle emissioni imperiali della zecca di Alessandria, 12 segno che nel tempo erano venuti a formarsi due tradizioni iconiche nessuna delle quali, tuttavia, sembra aver ripreso integralmente il modello monetale hennese, prodotto apparentemente per primo e rimasto poi senza seguito. Ma perché Henna aveva scelto per la sua moneta il tema del ratto ? Dopo la sconfitta di Canne a Roma era stata decretata la sospensione del Sacrum Anniversarium Cereris, 13 una festa tipicamente femminile in cui le matrone piangevano la morte di Kore. Il senato aveva assunto quest’importante decisione (tanto più grave in un momento così politicamente e militarmente difficile da non lasciare dubbi sulla opportunità di non ‘offendere’ o ‘inimicarsi’ le dee), poiché i lutti numerosi che avevano colpito le donne romane per i figli morti in quella terribile battaglia, avrebbero fatto confondere il pianto rituale con le lacrime realmente versate. Poiché la tradizione localizzava il ratto di Persephone ad Henna, è possibile che i Romani avessero richiesto alla città siciliana – in quella circostanza così delicata e rischiosa – di celebrare sulle sue monete e forse anche nel suo tempio l’evento mitico. La concessione della condizione di municipium romano rendeva la città di Henna parte integrante del territorio romano, un’enclave in cui era possibile a buon diritto celebrare come ‘romano’ quanto a Roma non aveva potuto aver luogo. Non diversamente nella sostanza, anche se non nella forma, era avvenuto decenni prima, nel 252 a.C., allorché il console C. Aurelio Cotta, impegnato nell’assedio di Lipari, aveva potuto prendere correttamente, alla luce del diritto augurale romano, gli auspici a Messana 14 grazie all’esistenza di ager romanus 15 nella città dello Stretto. Ciò significava che la terra Italia, fatta convenzionalmente coincidere da Roma con la penisola italica, all’occorrenza era stata ‘giuridicamente’ ampliata in obbedienza ad esigenze romane di carattere sacrale e politico ad un tempo. Nel 210 a.C. ager romanus non doveva, tuttavia, esisterne più a Messana e nell’intera isola se in quell’anno il senato romano alla richiesta di Levino di nominare un dittatore in Sicilia si era opposto per l’impossibilità di farlo extra Romanum agrum, dal momento che il territorio romano finiva con l’Italia (Italia terminari). 16 Ma quest’ultima notizia non credo modifichi quanto precedentemente rilevato, né 9 Sul ratto di Persephone si veda la raccolta di documenti di Lindner 1984. Vd. inoltre Lindner 1988, pp. 380-384 nn. 75-120 ; Beschi 1990, pp. 870- 872 nn. 310- 327. 10 Hermes appare alla guida del carro su una hydria apula del 350/40 a.C., Beschi 1990, p. 871 n. 316 (= Hades n. 115), e su una lekythos apula quasi coeva (340/30 a.C.) Lindner 1988, p. 384 n. 116 (= Demeter n. 318). 11 Vd., ex. gr., Lindner 1988, iv, 1 p. 383 nn. 101-103 ; iv, 2 tav. 216 nn. 101-103. 12 Ivi, n. 100a. 13 Liv. 22, 41, 10. 14 Val. Max. 2, 7, 4. Cfr. Pinzone 1999, pp. 103-104. 15 Sulle implicazioni giuridiche del concetto di ager romanus Catalano 1978, pp. 492-494, 499-502 ; lo studioso nota in particolare come alcune attività dei sacerdoti e dei magistrati dovessero essere compiute in agro romano. Vd. anche 16 Pinzone 1990, p. 104. Gargola 1995, p. 25 sgg. vento nel corso di un Convegno messinese dedicato all’età di Ierone II, 1 ho già evidenziato le forti analogie iconiche, stilistiche e metrologiche delle monete di Henna con quelle siracusane dell’età di Hierone II. Ci limitiamo a ricordare come la quadriga del ratto di Persefone riproduca i modelli che caratterizzano i conii iniziali degli ottodrammi di Ierone II e dei tetradrammi di Filistide (Tav. iii, 30), con le caratteristiche zampe dei cavalli, rigide e accostate le une alle altre in uno stretto motivo ‘a spina di pesce’. 2 Per giustificare la data successiva al 44 a.C. Harald Mattingly, 3 in una lunga recensione del 2000, ha proposto di confrontare la testa velata hennese con quella di un bronzo di Lilibeo. Al di là delle evidenti difformità, non soltanto stilistiche ma anche relative alla struttura del disegno, anche sulla cronologia della serie lilibetana avrei comunque da esprimere delle riserve. 4 L’Artemis del secondo dei quattro nominali hennesi riprende il tipo presente sui bronzi coniati da Agatocle basileus negli ultimi anni del suo regno. 5 Il toro della iii serie si confronta con quello presente sulle prime emissioni in bronzo di Ierone II, battute negli anni della strategia autocratica, 6 e da Tauromenion nel iii sec. a.C. 7 11. Il tema del ratto di Persephone e il sacrum anniversarium Cereris Senza ripetere gli argomenti di carattere iconografico, metrologico e di circolazione già addotti per sostenere una cronologia delle serie municipali di Henna al 216-214 a.C., ricorderò solo che il 214 a.C. è l’anno in cui il console Pinario, temendo il passaggio degli Hennesi a Cartagine, raccolse nel teatro seicento maggiorenti della città e li fece trucidare. 8 Se la nostra cronologia delle serie municipali di Henna è corretta, in quell’occasione non sarebbero stati uccisi soltanto dei cittadini di Henna, ma, in quanto municipes, dei veri e propri cittadini romani ; circostanza non secondaria per comprendere la causa del silenzio delle fonti sulla prima creazione in Sicilia di un municipium romano. Desidero tuttavia aggiungere un ulteriore tassello alla mia proposta di una cronologia alta delle emissioni municipali di Henna, analizzando il tema del ratto di Kore. La moneta di Henna è l’unico documento – che io sappia – a mostrare sul carro lo schema di tre personaggi così rappresentati : Hermes è in primo piano in basso, alla guida della quadriga ; Hades ritto sul carro, con l’himation che si dispiega ad arco sul suo capo, stringe Persephone che – col corpo riverso all’indietro – allarga disperata le braccia, spingendo quello sinistro verso l’alto e il destro verso il basso (Tav. iii, 29). Uno schema identico non sembra ricorrere né sulla precedente pittura apula, né sui documenti successivi a quello hennese, monete e sarcofagi tutti di età imperiale, datati quindi non nella seconda metà del i sec. a.C., secondo la presunta Caccamo Caltabiano, 2004b, pp. 63-73. Vd. Caccamo Caltabiano-Carroccio-Oteri 1997, tav. i nn. 1-6 (ottodrammi di Ierone) ; tav. iii nn. 18-22, 24 (tetradrammi di Filistide). 3 Mattingly 2000, pp. 35-48. 4 Le indagini iconografiche che stiamo conducendo, basate su un criterio di raccolta dei dati in senso diacronico e diatopico, ha messo in evidenza come esistano delle vere e proprie ‘mode’ tipologiche che si affermano in determinati periodi e sono del tutto assenti in altri, facendo emergere l’importanza, nella definizione delle cronologie, del contesto storico-artistico e culturale in cui le immagini monetali si inseriscono. 5 sng ans 1988, nn. 708-731. 6 Ivi, nn. 572-601. Le emissioni con lettere IE in esergo attribuite dall’autrice del catalogo ad Agatocle sono assegnate a Ierone II da Carroccio, in Caccamo Caltabiano-Carroccio-Oteri 1995, pp. 202-204. 7 Carbé 1995, pp. 307-308, 317. 8 Liv. 24, 37-39, 7 ; Polyb. 8, 1, 7 - 3, 7. Pareti 1952, p. 389. Vd. Caccamo Caltabiano 1987b, pp. 24-25. 1 2 il ‘ ruolo ’ di demetra nel documento monetale greco 129 desta certamente stupore : conquistata ormai tutta la Sicilia Negli anni della II guerra punica, comunque, Demetra non e assente ogni opposizione, Roma non aveva più interesse a compare più soltanto sulle emissioni di città siciliane quaconcedere nell’isola ciò che in tempi ben diversi aveva concesli Siracusa, Menaenum, Hybla Magna, Leontinoi, Tyndaris, so a proprio esclusivo vantaggio. Thermai Himerenses, Panormus, Segesta, ma la dea è presenLa data del 216 a.C., ricostruibile dal passo liviano quale te anche sulle cosiddette monete romano-siciliane, le prime anno della sospensione a Roma dell’anniversarium Cereris, serie emesse in Sicilia dai Romani occupanti. 6 La greca Demetra è stata ormai identificata con Cerere. verrebbe così significativamente a coincidere con quanto, su basi esclusivamente numismatiche (cioè a dire iconografiche, Per concludere pondometriche e di circolazione), era stato da me già proposto per le emissioni municipali di Henna. 1 Ne consegue l’inLa brevità di tutte le emissioni di Henna fa pensare piuttosto serimento sia stilistico che iconografico delle monete hennesi che ad una loro funzione economica, alla traduzione visiva in un contesto degli ultimi decenni del iii secolo a.C., con una del ruolo simbolico e politico assunto nella città siciliana dal datazione di tutti e quattro i nominali compresa fra il 216 e culto di Demeter, in funzione di Siracusa e dei suoi leaders (Eril 214 a.C., anno quest’ultimo corrispondente all’eccidio dei mocrate, Timoleonte, Agatocle, Ierone II). Ad Henna per la maggiorenti hennesi comandato dal romano Pinario. prima volta Demetra sembra essere stata assimilata all’elima Segesta, come più tardi lo sarà all’egiziana Iside e alla romana 12. Demetra e i Sicelioti Cerere. L’analisi diacronica e diatopica dei tipi monetali di Demetra L’assimilazione di Sikelia a Demeter, con l’assunzione da evidenzia come esistano delle vere e proprie ‘mode’ iconograparte di entrambe dei medesimi attributi, la funzione di Defiche, in relazione alle quali le modalità stilistiche ed artistiche meter quale protettrice di leghe e di alleanze, la sua correlacon cui vengono realizzate le tipologie monetali consentono zione con il potere basilico e con l’affermarsi di nuovi governi, di delimitare l’orizzonte cronologico del loro utilizzo. ne fanno una ‘dea della propaganda’ politica, promotrice di Negli anni della II guerra punica, insieme alle monete di civiltà, garante di leggi, portatrice di homonoia fra i popoli e Filistide e a quelle di Henna, numerose serie monetali riprole classi sociali. ducono in Sicilia, ma anche in Magna Grecia, le teste velate In quest’ottica il ruolo civilizzatore detenuto da Atene ed di Demetra ispirate al modello delle regine tolemaiche. Le espresso nel corso del v sec. a.C. dal mito di Trittolemo emispiù preziose e artisticamente pregevoli sono quelle contrassesario di Demetra, alla fine dello stesso secolo – in coincidengnate dalla legenda Sikeliotan (Tav. iii, 34) : 2 negli anni bui del za con la crisi politico-militare di Atene – si sposta in altre conflitto romano-cartaginese, che aveva avuto quale teatro aree al servizio di ideologie politico-religiose che - sotto l’alto privilegiato la Sicilia sia nel corso della prima che della seconpatronato di Demetra, o di Demetra e Kore – propongono da guerra punica, all’indomani della caduta del regno di Siraora l’unità ‘nazionale’, ora symmachie e confederazioni, ora cusa le brevissime emissioni in oro argento e bronzo battute la formazione e il consolidamento di regni fondati sull’unità da un koinon di Sicelioti, facevano riemergere l’ideale di una nazionale. Fenomeni tutti che progressivamente, passando il Sicilia unita e propagandavano l’azione di Sicelioti aggregati testimone a Cerere, concorreranno a promuovere l’avvento nel nome di Demetra contro gli invasori romani. dell’impero romano. Una ricca monografia pubblicata di recente da Benedetto Carroccio, e dedicata alle monete siciliane di epoca romanoBibliografia republicana, ha dimostrato come la stragrande maggioranza Amandry-Burnett-Ripollez 1992 = M. Amandry, A. Burnett, P. di queste serie si datino negli anni della seconda punica e nei P. Ripollez, Roman Provincial Coinage, vol. i, London-Paris, 1992. decenni successivi alla riorganizzazione della provincia siciliana Andronikos 1994 = M. Andronikos, Vergina ii . The ‘Tomb of Perse3 ad opera dei consoli Levino e Scipione dopo il 210 a.C. Ben phone’, Athens, 1994. diciotto di queste monetazioni recano l’immagine di Demetra Armagrande 2000a = V. Armagrande, Agatocle/Kore. 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Manganaro 1981/82, pp. 39, 48-50 identifica il tipo non con Demetra ma con Sikelia ; propone la cronologia del 212/211 a.C., e quale zecca la città di Akrai occupata dall’emissario di Annibale, Ippocrate ; infine pone sullo stesso piano i Sikeliotai delle emissioni monetali e i Sikeloi alleati di Ippocrate di Appian., Sikel. frg. 4, ed. Teubner, 1962, p. 60, 13 sgg. Burnett 1995, pp. 392, 396 non condivide l’ipotesi di serie emesse a Morgantina, preferendo pensare a Siracusa as the champion of the Sicilian Greeks against Rome ; vd. anche Marchetti 1992, pp. 107-120 nelle conclusioni storiche. Carroccio 2004, pp. 62-63, 131, 273-274 rileva lo standard trihemionciale dei bronzi Sikeliotan, databili pertanto intorno al 212 a.C., di conseguenza subito dopo la caduta di Siracusa, nell’estremo tentativo – a mio avviso – di un’unione di tutti i Greci di Sicilia contro Roma. Significativa a questo proposito l’assimilazione iconica fra Demetra e Sikelia già sperimentata e propagandata in passato dai più importanti leaders siracusani. Pinzone 1999, p. 148 evidenzia che « il culto di Demetra ebbe in Sicilia un’importante funzione catalizzatrice per le tendenze antiromane ». 3 Carroccio 2004, pp. 242-245. 4 Sfameni Gasparro 1995, pp. 79-149, in particolare pp. 93-94 ; Sfameni Gasparro 2001, pp. 125-167. 5 Sfameni Gasparro 1986, pp. 189-211 ; Sfameni Gasparro 1998, pp. 653672. 1 2 Demeter, pp. 844-892. bmc 1892 = W. Wroth, Catalogue of Greek coins in the British Museum, vol. 14, Mysia, London, 1892, rist. Bologna, 1963-1965. Bodenstedt 1981 = F. Bodenstedt, Die Elektronmünzen von Phokaia und Mytilene, Tübingen, 1981. Borba Florenzano 1992 = M. B. Borba Florenzano, The Coinage of Pyrrhus in Sicily : Evidence of a Political Project, in The age of Pyrrhus. Proceedings of an International Conference held at Brown University, 1988, edd. T. Hackens, N. Holloway, R. 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