Monetazione corinzia in età greca: le frazioni argentee more

Akten XII. Internationaler Numismatischer Kongreß (Berlin, 8-12 September 1997), Berlin 2000, 203-211.

XII. Internationaler Numismatischer Kongress Berlin 1997 Akten - Proceedings — Actes I Herausgegeben von Bernd Kluge und Bernhard Weisser Ooooo0o 0 o O O Berlin 2000 Gedruckt mit Unterstiitzung der Internationalen Numismatischen [Commission des Deurschen Archaologischen Instituts der Numismatischen Gesellschaft zu Berlin Die Deutsche Bibliothek - CIP Einheitsaufnahme Ein Titclsatz ftir diese Publication ist bei Der Deutschen Bibliothek erhaltlich Copyright © fiir die Aufsatzc bei den Autorcn, fur die Gesamtpublikation bei den Staatlichen Museen zu Berlin - Preufiischer Kulturbcsitz Gesamthcrstcllung UNZE Verlags- und Druckgcscllschaft Potsdam mbH Printed in Germany ISBN 3-88609-375-5 (Staatliche Museen zu Berlin) ISBN 3-7861 -2373-X (Buchhandel Gebr. Mann Verlag) Inhaltsverzeichnis Vorwort.......................... 12 Der XII. Internationale Numismatische Kongress. Ein Ruckblick .................. 13 I. NUMISMATIK IN GEN ERE UND WISSENSCHAFTSGESCHICHTE ......... 19 T. Albrecht, Nachweisbare Miinzschatzfunde in Archivalien und anderen Quellengruppen sowie deren Aussagewert fur die Numismatik an Beispielen aus Niedersachsen und Liibeck ... 21 A. Ar£valo Gonzalez, C. Marcos Alonso, Sobre la presencia de moneda en los santuarios hispinicos............................. 28 J.D. Bateson and J.P. Goddard, Identifica- tion of the Uncertain Coins in Macdonalds Catalogue of Greek Coins in the Hunterian Collection............................. 38 M. Caccamo Caltabiano, The DRAG MA project ............................... 43 R. ClOLEK, Die Munzen von Danzig-St. Albrecht (Gdansk Swi^ty Wojciech). Einzelfunde, Sammlung oder wissenschaftliche Fiktion?............................... 46 C.E. Dekesel, In search of the unknown: Numismatic publications of the 16th century ... 53 G. Dembskj, COINET - Network for Coin Finds and Hoards ....................... 70 O.E Dubuis et S. Frey-Kupper, L'Inventaire des trouvailles mon&aires suisses (ITMS). Resultats et perspectives................... 73 R Feria, Museografia numismatica: ultimas tendencias............................. 79 P. Gioveiti, II medagliere del Museo Civico Archeologico di Bologna: la storia, le collezioni, i progetti.............................. 84 W. GRASSER, Alte und neue numismatische Exlibris............................... 89 v. heenes, Numismatik und Archaologie im 16. Jahrhundert......................... 92 N. heutger, Der Loccumer Abt Molanus als Miinzenkenner ......................... 101 # H.-M. von Kaenel, Stempelkatalog versus Sammlungskatalog. Die Diskussion um das Konzept des Corpus Nummorum 1885/86 ..... 104 H. Klackenberg The New Royal Coin Cabinet in Stockholm .................... 109 E. Lemburg-Ruppelt, Vera Historia: Numismatik um 1550 .................... 114 C. Meir, Coins: The historical evidence of the ancient city of Jaffa ................... 123 B. Mora Serrano, La interpretaci6n de la ico- nografia de la moneda hispana en la investiga- cion numismatica espanola del siglo XIX ...... 131 W. Szaivert, Die Numismatik am Theresianum in Wien. Ein Vorbericht................... 137 G.E. ThOry, Warum und wo verbirgt man einen Miinzschatz? Die antike Literatur als numismatisch nicht verwertete Quelle ........ 142 I. Touratsoglou, Numismatique et Archeologie.......................... 149 II. ANTIKE NUMISMATIK............... 157 A rchaik und Klassik ...................... 158 M.S.Balmuth and CM. Thompson, Hacksilber: Recent approaches to the study of hoards of uncoined silver. Laboratory analyses and geographical distribution............... 159 J. bodzek, Pharnabazos in Kyzikos. - Der Seesieg in Kunst und Numismatik zu Beginn des 4. Jhs. v. Chr................... 170 M. Caccamo Caltabiano, Immagini / parole: il lessico iconografico monetale.............. 179 M. Campo, La ceca de Emporiom consideraciones t^cnicas y metalogrlficas ...... 185 A. Destrooper-Georgiades, Les monnaies frappees a Paphos (Chypre) durant la deuxieme moitie du Ve siecle et leur apport a l'histoire de Tile............... 194 A.-M. Knoblauch, Defining the Satyr in the Archaic and Classical Periods: The Numismatic Evidence................. 199 M. PuGLISI, Monetazione corinzia: le frazioni argentee....................... 203 A.C. smith, The Transition to Tyche on Southern Black Sea Coins ................. 212 M. Smith, The Archaic Coinage of 'Lets' ...... 217 5 Mariangela Puglisi Monetazione corinzia: le frazioni argentee* Ai fini della completezza scientifica e della correttezza sto- rica e utile rivalutare Tapporto che Tesamc deU'intero sistema monetale, con particolare attenzione alle frazioni e al numerario bronzeo, puo offrire per comprcnderc l'e- conomia, l organizzazionc polirica e sociale e le caratteri- stiche della circolazione monetale alFinterno di un centro cmittente. Neirambito degli studi sulla monetazione corinzia, a parte qualche considerazione nelle trattazioni a carattere generale', non si incontrano lavori che abbiano trattato in modo specifico l'argomento delle frazioni argentee, fatta eccezione per Tarticolo della Warren2 sulle trihemidracme. Ci e scmbrato pertanto interessante affrontare il problema della coniazione delle frazioni argentee e dei nominali bronzei proprio per awiare un tentativo di ricomposizione del quadro monetale corinzio nclla sua unita. La metodologia adottata si e basata sul confronto tra le frazioni e i bronzi con gli stateri al fine di trovare gli even- tuali parallelismi a livcllo iconografico, stilistico e relaiiva- mcnte ai sistemi di controllo delle emissioni. Si e tentato percio di awiare una pcriodizzazione delle frazioni e dei bronzi tramite gli agganci cronologici forniti dagli studi condotti sui nominali maggiorP o sulla base di dati pro- venienti dai nnvcnimenti archeologici . I limiti cronologici della monetazione di Corinto, a lungo discuss^, sono ormai fissati su una data iniziale collocabi- le tra il 570 c il 560 a.C.6 - o poco dopo7 - con una con- clusione attorno al 308-306 a.C.8. * La presente indaginc nascc da un lavoro awiaio aH'intcrno di un seminario di Numismatica, dirctio nell'anno accademico 1993-94 dalla prof.ssa Adriana Travaglini nell'ambito delle attivita didattiche della Scuola di Spccializzazione in Archcologia Classica dcHUnivcr- sita di Lccce. A lei va la mia gratinidinc per i validi suggerimenti e gli affettuosi incoraggiamenti. Questo lavoro si inserisce inolire nel piu ampio programma di ricerca condotto dal ..gruppo DRACMA" dell'Universita di Messina, coordinate) dalla prof.ssa Maria Caeca mo Caltabiano, che ringrazio per avermi seguito nell'ulteriore elabora- zionc di qucsto articolo. 1 Cfr. per cscmpio Head (B.V.: Historia Numorum. Oxford 1911), p. 398-407. o il manuale del Kraay (CM.: Archaic and Classical Greek Coins, London 1976, p. 78-88). 2 Warren. J.: The I rihemidrachms of Corinth, in Kraay, CM. - Jen- kins, G.K. (eds.): Essays in Greek Coinage presenicd to Stanley Robinson, Oxford 1968, p. 125-144. * Cfr. Head, B.V.: Catalogue of Greek Coins: Corinth, Colonies of Corinth etc.. Catalogue of the Greek Coins in the British Museum, XII, London 1889 (Bologna 1963), passim; Ravel, O.: Lcs „pou- lains" de Corinth, Ml, Basel-London 1936-1948, passim, e Kraay, CM.: Archaic and Classical, p. 78-88). Ptinroppo i pochi tesorctti contenenti frazioni argentee e bronzi di Corinto non possono essere studiati a fondo, perche non lornisco- no, nclla maggior parte dei casi, indicazioni precise e circostanziate riguardo al loro contenuto (in molte delle piu antichc pubblicazio- ni, infatti, mancano addirittura gli elenchi degli esemplari costitu- enti i tesorctti stessi, per altro dilUcilmente recuperabili, vista la dispersione in svariati musci o nelle collezioni private). In mancan- za di qucste informazioni basilari, lutilita dei tesorctti si riduce alia possibilita di una ricostruzione della mappa di distribuzione dei nominali. La dislocazione di questi tesoretti si concentra nelfarea di Corinto e del Pcloponncso scttentrionalc c sulle costc cpirotc, dove le frazioni sembrano arrivare al seguito degli stateri e dove la prc- senza delle ..colonic" di Corinto giustifica il loro corso probabil- mente parallclo a quello della moncta locale. Importantc, anche ai fini di spiegare certe analogie iconografichc, c la prcsenza di frazio- ni corinzie in tesoretti siciliani (cfr. Avola 1888: /(7C772I69; Cama- rina A e B circa 1928: /C7C//2185; Mineo 1905: /G'C//2184; Sira- cusa 1955: IGCH2\7l); Sicilia: IGCH2\W\ Selinunte 1985: Coin Hoards VIII, p. 5, n. 35). * La data dinizio della monetazione di Corinto e rimasta a lungo con- trovcrsa, soprattutto perche dipendente dalla questione problcmati- ca dell'introduzione della moneta in Asia Minorc. Una cronologia iniziale della monetazione di Corinto verso la meta del VII sec. a.C. era stata fissaia da Head (B.V.: Catalogue, p. xvii-xxxi) in corris- pondenza con la tirannidc di Cipsclo (656-625 a.C.) cd era stata ripresa dal Ravel (O.: Les „poulains", I, p. 5-8, 15) e posta in rela- zione con la ligura leggendaria di Fidone di Argo. Ancora nel 1982 Kagan (D.: The Dates of the earliest Coins, AJA, LXXXVI, (1982) p. 342-360) cominuava a sostenere questa cronologia, basandosi sulla vecchia datazione dell'invenzione della moneta in Asia Minorc proposta da Hogarth (D.G. (cd.): Excavations at Ephesus, London 1908: cronologia derivata dalla datazione della cosiddetta central basis dellArtemision di Efeso a cui era collcgabile un tesoretto di clcttri) c non tenendo in alcun conto le successive interpretazioni dei ritrovamcnti archeologici deH Artcmision stesso (cfr. Robinson, E.S.G.: The Coins from Ephesion Artemision reconsidered, JUS, LXXI, (1951) p. 156-167; Idem: The Dates of the earliest Coins, NC, CXVI, (1956) p. 1-8) che suggcrivano un terminus ante quern per I'introduzione della moncta non anteriorc al 600 a.C, come confermato anche da Price (M.J.: Thoughts on the beginnings of Coinage, in: Studies in Numismatic Method presented to Philip Gricrson, Cambridge 1983, p. 1-10). Gli scavi degli ultimi anni eJTettuati aH'Artemision di Efeso hanno portato nuova luce alia que- stione, essendo stato riconoseiuto nella costruzione ritenuta da Hogarth la piu antica fedificio piu rcccntc, succcssivo ad unallu- vione che aveva sigillato i resti prcccdenti. Ci6 ha permesso anche di fissare un terminus ante quern piii basso per gli clcttri connessi a que- sta costruzione. da porrc all'incirca nel 570 a.C (cfr. le ultime pubb- licazioni suH'argomcnto: Bammer, A.: A Peripteros of the Geome- tric Period in (he Artemision ol Ephesus, AnatSt, XL, (1990) p. 203 Makiancii a Puglisi I pcriodi enuclcati sulla base dello studio dcgli statcri4 ci pcrmcrtono di collocarc, parallelamenie a questi ultimi, lc cmissioni frazionarie, clistribuite second*) un critcrio ico- nografico-stilistico c sccondo le modalita di controllo del- le emission! (cfr. tabella). Nel / periodo di coniazioni (570/560-515 a.C10), l'ele- niento caratterizzante e la presenza sul R/ del quadrato incuso a forma di svastica sia nei nominal! superiori11 che nelle irazioni: dracme (D/ Pegaso) [fig. n. 1), hemidracme (DI Protome del Pegaso) |fig. n. 2], oboli (D/ Pegaso) [fig. n. 3], hemioboli (I)/Testa del Pegaso). In tutte queste fra- zioni, il tipo di D/, il Pegaso rappresentato sia a figura intera, al passo o in volo, sia come protome, mostra le briglie e Tala ricurva. II sistema corinzio si presenta pertanto, fin dal suo primo apparire, abbastanza complesso e articolato perche ricco di nominali frazionari di vario taglio anehe minimo. II momento successive, corrispondente al //periodo (fase II a: 515-480 a.C; fasi II b - c: 480- mcta del V sec. a.C',.12), la cui data iniziale e stata fissata in base al tesoret- to diTaranto1 * e confermata dal ripostiglio di Selinunte14, c caratterizzato dalla comparsa sul R/ della testa di Atena Chalinitis al posto della svastica. Essa presenta tratii ancora arcaici ed e post.i entro un quadrato incuso cir- condato da un riquadro lineare in una prima emissione [hgg. n. 4-5], entro un quadrato incuso semplicc in una seconda1* (fig. n. 6]. Fntrambe le emissioni sono indivi- duabili, oltre che sugli stateri, anche sulk dracme (D/ Pegaso) e sulle hemidracme {DI Protome del Pegaso). A queste due emissioni di dracme ed hemidracme se ne aggiunge una terza, indipendente tipologicamentc dagli stateri, recante una testina femminile16 ornata da collana e orecchino, con capelli arrotolati e formati dalla tenia in unacconciatura molto vicina a quella che si trova sui te- tradrammi siracusani del II gruppo Boehringer1 (fig. n. 7-8]. In tale periodo ai vecchi nominali frazionari si associano anche il diobolo (testa e collo del Pegaso/ A entro quadra- to incuso) (fig. n. 9] e il trihemiobolo (fig. n. 10] (elmo corinzio/ T entro I'incuso1*). Per la prima volta appare, come elemento connotante, un segno di valore esplicitato tramite Tiniziale del nominalc posra sul R/ in un quadra- 137-157. Bammer, A.: Lcs Sanctuaires des VII1° et Vll° sidles a I'Artemision d'r-phese, RA, (1991) p. 64-83. Karwicse, S.: The Artemisium Coin Hoard and ihc first coins or Ephcsus. RBN, CXXXVI1, (1991) p. 1-28. Williams. D.: The .Pot Hoard" Pot from the Archaic Artemision at Ephcsus, BICS, XXXIX, (1992) p. 98-102). Tenendo in considerazionc una riconiazione di un escmplarc corin- zio con al RJ I'incuso tipo mUnion Jack" (Ravel. Les „poulains", I: (iruppo 1.2.) su una Wappcn m u nze aicmcse dcllc ultime serie (csem- plare oggi a Parigi: Basel Catalogue, 8, 23 Mar. 1937, 302) della fine del VI secolo a.C, Kraay (Archaic and Classical, p. 80-82; Idem: The earliest issues of Ambracia, NAG, IV, 1977, p. 35-52) e arriva- to a questa conclusionc cronologica, confermata anche in base at numero di coni di IV di questa prima fase individuati dal Ravel (Ix-s _poulains"). Price, MJ. - Waggoner, N.M.: Archaic Greek Silver Coinage: the Asyut Hoard, London 1975. p. 78: 550 a.C; Kroll, J.H. - Waggo- ner, N.M.: Daiing the earliest Coins of Athens, Corinth and Acgi- na. AJA, LXXXVIII, (1984) p. 325-344, 333-335: 550 a.C; Cal- ciaii. R.: Pcgasi, Mortara 1990. p. 142-143: 555 a.C • Kraay, Archaic and Classical, p. 86. O poco piii tardi (305-304 a.C) sccondo Morkholm (C: Early Hellenistic Coinage from the Acces- sion or Alexander to the Peace of Apamea (336-188 BC). Cambrid- ge 1991, p- 87-88). * Cfr. soprattutto Ravel (Les npoulains", I, p. 15-19. II, p. 16-30), e Kraay (Archaic and Classical, p. 78-88). 10 Kraay, Archaic and Classical, p. 80; Head, Catalogue, p. xviii-xx: 650-500 a.C; Ravel, Les „poulains", I, p. 15: 650-550 a.C. (style archaique primitif). " In cui la svastica rappresenta un evoluzione del punzonc del tipo mUnion Jack", che aveva caratterizzato la scric iniziale della moneta- BOnc corinzia, molto simile allc prime emissioni di Egina (cfr. Kraay, Archaic and Classical, p. 80). 12 Kraay. Archaic and Classical, p. 80; Head, Catalogue, p. xx-xxi: 500-431 a.C; Ravel, Les „poulains", I, p. 19: 549- (478 ) 458 a.C. (style archaique), 13 Taranto 1911 (ICCH 1874), il cui interramcnto c rilsrito al 500- 490 a.C, data che poUcbbc fornire, qualora fosse provata l altendi- bilita dei dati del ritrovamcnto, un terminus ante quern per il sccon- do gruppo di cmissioni corin/ic caratterizzate dal R/ con testa di Atena entro quadrato incuso presenti proprio in qucsto tcsorelio (cfr. Kraay, Archaic and Classical, p. 80). 14 Una data analoga 6 confermata dal ripostiglio di Selinunte 1985 (Arnold Biucchi, C - Beer Tolxy. I . Waggoner, N.M.: A Creek Archaic Silver Hoard from Selinus. ANS MN. XXXIII, (1988) p. 1- 35) che viene a sostegno della rcvisione cronologica suggerita dal Kraay, Archaic and Classical, p. 80. " 1^ cesura fra queste due serie, diflerenti stilisticamente ed anche dal punto di vista tecnico - tondello piu largo, incuso spesso fuori conio e posta dal Kraay (Archaic and Classical, p. 82) al 480 a.C, data contcrmata dai legami di conio di alcuni stateri corinzi con aliri di Ambracia, ma prodotti nella zecca di Corinto nell anno 480/79 a.C, e dai ritrovamenti sigillati dalla distruzionc del tempio di Poseidon all'Istmo (475 a.C; per i resoconti di scavo cfr. Broncer, O.: Excavations at Isthmia, 1954: Coins, Hcspcria, XXV, (1955) p. 135-136). 16 Inierpretata come Afrodite da I lead (Catalogue p. XX, ne leggeva una somiglianza con lc prime monete di Siracusa, con lc dracme della h'ocide e con quelle di Cnido) mcntrc dalla niaggior parte deg- li altri studiosi come la ninfa Pcirene. Boheringcr, E.: Die Miinzen von Syrakus. Berlin-Leipzig 1929, p. 12-17, Taf. 3, 57. IR Nominalc attribuito a Tegea (Head. Catalogue, p. 200, n. 9, PI. XXXVII, 8; Head. Historia Numorum, p. 454; Babelon, E.: Traite des monnaics grec<pies et romaines, I: Theoric ct Doctrine, 1901, p. 654, n. 575; Crosc, S.W.: Catalogue of the Me ( lean Collection ol 204 monktazionk corinzia: le frazioni argentee to incuso, rispetrivamcnre A e T. Contcmporaneamente anche sull'hemiobolo (Testa del Pegaso/ H entro quadra- to incuso) e presente la prima lettera del nome, cioe l'H, che viene a sostituire, entro lincuso, la svastica. Qucsto sistema, che comunica il potere d'acquisto della moneta indicandone il valore, non sembra trovare invece corris- pondenza negli oboli, la cui coniazione potrebbe essere stata interrotta o dotata di caratteri difformi. Una conferma dell'appartenenza a questo periodo anche dci dioboli e dei trihemioboli con I'iniziale del valore nominate entro l incuso arriva da un tesoretto di Corinto (1928)19 che fornisce un terminus ante quern negli anni 470-460 a.C. E pertanto ribadita la contemporaneity fra le due serie, a loro volta coeve agli stateri che raffigurava- no la testa di Atena entro ['incuso, presenti anch essi nel medesimo tesoretto. Va notato che la presenza dei segni di valore secondo un sistema acrofonico trova riscontro sia in Grecia20, in par- ticolare nel Peloponneso, sia presso la grecita d'Occidente in area magnogreca e siceliota21. Corinto sembra essere stata una dellc prime zccche ad adottarc questo sistema tra la fine del VI e gli inizi del V sec. a.C, sistema che appa- re, gia nella prima meta del secolo, anche in vari centri della Magna Grecia22 e della Sicilia23. Airinterno dello stesso periodo si collocano anche altre due serie di dioboli e trihemioboli con una nuova e piii ricca tipologia: il Pegaso e ancora rappresentato in volo con le briglic e l'ala ricurva al D/, mentre al R/, dove e ancora presente il quadrato incuso, i dioboli presentano il tipo del Pegaso che s impenna (frontalmente o di profilo a sinistra) [fig. n. 11], i trihemioboli [fig. n. 12] invece un Gorgoneion. Quest'ultimo e rcso alia maniera arcaica con la lingua protesa. Entrambe le frazioni mostrano il segno che indica il loro valore in maniera piu estesa rispetto al periodo preceden- ts AIO o Alii per i dioboli e TPIH per i trihemioboli. Le lettere sono disposte intorno al quadrato incuso, partico- lare che induce a considerare ie due emissioni parallele. La presenza incostante dcll incuso sui dioboli e un elemento a favore della loro appartenenza ad una fase di transizione collocabile tra il // e il III periodo. Durante il III periodo (dal 440 alia fine del V sec. a.C.24), non molto protratto nel tempo a causa della probabile riduzione25 delle coniazioni in occasione della guerra del Peloponneso (431-404 a.C), si verificano diverse innova- zioni. Gli stateri, non molto numerosi e senza tracce di legami di conio, presentano una maggiore cura neirincisione, visibile soprattutto sul DI dove la testa di Atena appare con caratteri tipicamente classici, acconciata in modi diversi e con l'aggiunta del paranuca dietro Telmo. Sul Rl si awertono pure dei cambiamcnti come la comparsa dei primi simboii. Lala del Pegaso e rappresentata, sebbene ancora non in maniera costante, appuntita anziche ricur- va. A livello di nominali inferiori l'ala appare appuntita nelle dracme e negli oboli. Greek Coins in the Firzwilliam Museum, II, Cambridge 1926, n. 7012) o collocato tra le zccche incertc (cfr. Imhoot-Blumer, R: Monnaics Grecqucs, Paris-Leipzig 1883, p. 769, n. 799), non esscn- do stata notata la presenza del coppa sotto l'clmo, spesso fuori conio, finche Ravel non si accorse dell'equivoco (Ravel, O.: Corinthian Hoards, NNM, LII, (1932) p. 1-11). 19 IGCH 17; Ravel, Corinthian Hoards. 20 Cfr. Berend, I).: Reflexions sur les fractions du monnayage grec, in Houghton, A. - Hurter S. - Mottahedeh P.E. - Scott J.A. (eds.): Festschrift fur Leo Mildenberg, Wetteren 1984, p. 7-30; Psoma, S.: Des monnaies aux initialcs TPIH, Mvf|ur| Martin J. Price. Helle- nic Numismatic Society, V, Athens 1997, p. 97-110, p. 106, nota 13. 21 Cfr. Berend, D.: Reflexions sur les fracrions, p. 12-13. 22 Soprattutto Faranto (T = trias, datato nel periodo 473-430 a.C: Vlasto, M.P — Ravel, O.: Descriptive Catalogue ol the Collection of Tarentine Coins, London 1947), ma anche Rhegium (H = hemi- litron: SNG Cop. Italy, n. 1937, SNG ANS, n. 675) e Crotonc (CCC triemiobolo: SNG ANS, n. 420; D diobolo: SNG ANS, n. 425), piii tardi pure Neapolis (H ■ hemiobolo: Rutter, K.: Campa- nian Coinages 475-380 B.C., Edinburgh 1979, n. 150), Allifac (H = hemiobolo: Rutter, K.: Campanian Coinages, p. 181, n. 11), Phi- stelia III - hemiobolo: Rutter, K.: Campanian Coinages, p. 180, n. 11; SNG ANS, n. 583). L'utilizzo in Magna Grecia di questo siste- ma per indicare i segni di valore sui nominali frazionari potrebbe dipendere dai contatti fra questarca e Corinto, contatti cvidenziati dall'impiego dei piii antichi esemplari di Corinto nelle riconiazioni magno-grcchc (cfr. GarrafTo, S.: Le riconiazioni in Magna Grecia e in Sicilia. Emissioni argentee dal VI al IV sec. a.C, Catania 1984; Taliercio Mensitieri, M.: Presenza monetale di Corinto e colonie in Sicilia e in Magna Grecia nel IV e III sec. a.C, Atti del IX Convcg- no del CISN „La monetazione corinzia in Occidcntc", Napoli 27- 28 ottobre 1986, Roma 1993, p. 87-115) e dall'adozione del siste- ma ponderale corinzio ncll'Italia Meridionale sin dagli inizi delle coniazioni da parte di varie zecchc di quest'area, tra cui per prima Metaponto. Mancano pero dati piii concreti sulla presenza di fra- zioni corinzie in Magna Grecia, dal momento che esse sono assenti dai tesoretti finora pubblicati. 23 Soprattutto Agrigento (LI - litra: SNG Cop. Sicily, n. 48, SNG ANS, n. 990, SNG Miin. 5. n. 76) e Messana (H = hemiobolo: Caccamo Caltabiano, M.: La monetazione di Messana con le emissioni di Rhcgion delicti della tirannide, AMuGS XIII, Berlin-New York 1993, p. 247-248, n. 346-347; p. 268, n. 461 ;T = trihemiobolo: p. 268, n. 462; p. 270, n. 477). Per quanto riguarda quest'uso in Sici- lia si potrebbe forse ipotizzare uninfluenza diretta dalla moneta corinzia per la presenza di qucsta anche a livello di frazioni in alcu- ni tesoretti siciliani (vedi supra nota 4). 24 Kraay, Archaic and Classical, p. 83-85; Head, Catalogue, p. xxi-xxii: 431-400 a.C; Ravel, Les „poulains", I, p. 19: 457-415 a.C (style de transition). 2^ Sono conservati solo sei conii da attribuire agli anni dopo la pace di Nicia (421 a.C). 205 Mariangela Pugi.isi In qucsto pcriodo fa il suo ingresso nel panorama mone- tale una nuova frazione, la trihcmidracma (peso teorico g 4,32) caratterizzata da una tipologia nuova che restera abbastanza costantc ncl tempo: al I)/ Bellerofonte''1 su Pegaso e al R/ Chimera2 entro un incuso quadrato [fig. 13]. Questa prima emissione, di non lunga durata, po- crebbe porsi in parallelo con una brevissima serie di state- ri datata al 432 a.C.28 con il Pegaso montato da Bellcro- foine, la cui attribuzione a Corillto e a Potidea appare problematica. Un elemento a favore dell introduzione dellc trihemidrac- me in un momento successivo rispetio agli alrri nominal] frazionari e costituito dall assenza del punzone incuso al R/, cararterizzante la prima rase degli altri divisionali. II vantaggio di questo nominate, non molto comune — del valore di una dracma e mezza (g. 4,30 circa, pari a tre hemidracme e quindi alia met a dello statere rridrammo di g. 8,60) -, consisteva sicuramente nella maggiore possibi- lity di scambio con altre monetazioni. La trihemidracma, infatti, corrispondeva ponderalmente alia dracma attica, ed inoltre se aggiunta ad un „pegaso" poteva essere scam- biata con uno statere eginetico. La sua introduzione, in coincidenza con la guerra del Peloponneso, avrebbe potu- to quindi favorire, come e stato proposto dalla Warren29, le transazioni di Corinto con le alleate appartenenti alia Lega Peloponnesiaca che utilizzavano proprio lo standard ponderale eginetico. II cambiamento nello stile per quanto riguarda le frazioni si nota soprattutto nel RI di dracme [fig. n. 14] ed hemi- dracme, in cui la testina femminile appare acconciaia in maniera piii varia e raffinata, spesso secondo mode difru- se anche nell'Italia Mcridionale e nella Sicilia30, varieta tipologica che verra ad arricchirsi in particolare nci peri- odi successivi). Continua in tan to anche la coniazione dei triliemioboli in cui si nota un'evoluzione stilistica confrontabile con quel- la degli altri nominali frazionari. II Gorgoneion del R/, dall'aspetto meno arcaico, occupa I'intero tondello*1 [fig. n. 15], e ricorda la raffiguazione presente sulla moneta- zione di Kamarina negli ultimi decenni del V sec. a.Ci:. A questo periodo si potrebbe anche ascrivere la breve emissione di oboli con al R/ una crocc uncinata (fig. n. 16], che pero potrebbe ugualmente essere considerata, cosi come i trihemioboli con Gorgoneion, in uso nel perio- do successivo. II IVperiodo (che si estende dalla fine del V a tutta la pri- ma meta del IV sec. a.C.-5*) e caratterizzato da un estremo incremento neH'attivita della zecca di Corinto, una volta superato il momento difficile della guerra del Peloponne- so. Si conta infatti il maggior numero di emissioni di sta- teri, uniti da parecchi legami di conio . Dal punto di vista tipologico si nota una stabilizzazionc dell iconogra- fia: l ala appuntita del Pegaso divicne la regola. Laddove si mantienc ancora la vecchia iconografia dell'ala ricurva, come nei dioboli, si tratta solo di una volonta arcaicizzan- te. Sugli stateri i simboli^ diventano un elemento costan- te, men tre cominciano ad apparire anche alcune lettere. Un cambiamento stilistico si nota sul R/ delle trihemi- dracme nelle quali alFincuso quadrato si sostituisce quel- lo circolare [fig. n. 17]. II tipo, dal punto di vista icono- grafico, trova riscontro nell'Italia Meridionale, in una emissione dei Fenserni datata all'inizio del IV sec. a.C.,f\ c appare abbastanza popolare anche nella ceramica italio- ta di IV sec. a.C.37. Gli altri piccoli nominal! coniati nel medesimo periodo dovevano essere le dracme e gli oboli, qucsti ultimi con al DI il Pegaso (a volte ancora con l'ala ricurva) e al R/ il tri- dente ornato accompagnato da simboli. Esso ricorda abbastanza da vicino il tridente arricchito di ornamenti e di forma arrotondata presente sulle emissioni di Messana di fine IV sec. a.C.38. Se dobbiamo considerare, come sembra probabile, il cri- terio dell aggiunta dei simboli contemporanco in tutti i 2(> Eroc corinzio che, con Laiuto di Atena Chalinilis, domo sull'Acro- cohnto il mosiro alato Pegaso {Horn., II., 6, 152-211; Sirabo, 8, 379). Hgli era rapprescntato nudo oppure con clamide c petasos* su Pegaso e in atto di scagliare una lancia per colpire la Chimera. Preda che il cacciatorc corinzio riusci a catrurare c a uccidere in Asia Minore secondo la lestimonianza omcrica (Horn., IL, 6, 168 ss.) 28 Kraay, Archaic and Classical, p. 84-85: serie carancrizzara dalla pre- senza della lettcra 11 sul D/ e sul R>, probabilmcnlc coniaia in occa- sionc dcll aiuio di Corinto a Potidea contro Atene. Warren, J.: The Trihcmidrachms of Q>rimh, in Kraay, CM. - Jen- kins, G.K. (eds.): Essays in Greek Coinage presented to Stanley Robinson, Oxford 1%8, p. 125-144. 30 Cfr. soprattutto la monetazione siracusana. 1 Come ad Atene: cfr. Svoronos, J.: Les monnaics d Athenes, Miin- chen, 1923-1926, tav. 1. n. 66-67; SNG DrUpterre, tav. 36, n. 1409. 32 Wesicrmark, U. - Jenkins, K.: The coinage of Kamarina, London 1980, tav. 33, 195.18 (420-410 a.C). 33 Kraay, Archaic and Classical p. 85-86; Mead, Catalogue, xxii-xxiv: 400-338 a.C; Ravel, Les „poulains". II, p. 18: 414-387 a.C 34 Cfr. Ravel, Les ..poulains", 11, p. 18 ss. 35 Da intcrprctare con il Kraay (Archaic and Classical, p. 85-86), gia dagli inizi, come segno di „aucorizzaziotn per I'uso delle quanrita di mct.illo da coniare. Ormai supcrata e l'cscgcsi del Ravel (Les ..poulains". II. p. 46 ss.) che li ritencva. limitataniente a questa fase. solo degli dementi ornamcntali o apotropaici. 36 Runcr, K.: Campanian Coinages, p. 85-89, tav. 32, 1-8; Cantilena, R.: Monete della Campania antica, Napoli 1988. XL 129. 37 Cfr. UMC\\\ (1994), s.v. Pegasos. n. 154-156. Caeca mo Caltabiano, M.: La moneta/ione di Messana, tav. 46, 774. 206 MoNFTAZIONE CORINZIA: LE HRAZIONI ARGENTEE nominali coniati dalla zecca di Corinto, in quesro periodo si dovrebbe porrc Tintroduzione delle coniazioni bronzec - che appaiono infatti accompagnatc da simboli in cor- rispondcnza di una diminuita attivita di coniazione dei nominali inferiori in argento. La tipologia piii diffusa tra i bronzi vedc al D/ la presen- za del Pegaso in volo e al R/ il tridente omato [fig. n. 18). Una possibile conferma dell inizio della monctazionc bronzea in questo pcriodo potrebbe essere vista proprio nell'analogia ripologica fra i nominali enei Pegaso/triden- re e gli oboli, anch'essi recanti al R/ un tridente stilistica- mente confrontabile. Inoltre, gli csemplari che dovrebbe- ro essere considcrati i piu antichi (Pegaso volto a destra, prima senza, poi con simboli) sono presenti in numero non trascurabile in depositi dell'Agora di Corinto, databi- li gia al primo quarto del IV sccolo a.C.39, anteriormente quindi alia data proposta dal Kraay per Tintroduzione del- le monete bronzee a Corinto40. Nel Vperiodo (che ha inizio poco dopo la meta del IV sec. a.C.41 e si protrae fino alia fine del secolo42), la cui crono- logia viene ricostruita sulla base dei tesoretti43 di Licata (1926)44, Centuripe (1952)43 e Nissoria (Leonforte 1952)46 per quanto riguarda i suoi inizi e grazie ai ripo- stigli di Chiliomodi (1932)47 e di Arta (1919)48 per la sua conclusion^ viene coniata una notevole quantita di pega- si . Essa trova corrispondenza anche nelle coniazioni di diverse colonic corinzie di area greca e dovrebbe essere collegabile con il progctto timolcontco dclla spedizionc in Sicilia (344 a.C). Cio e confermato dai grossi quantitati- vi di moneta corinzia ritrovati neirOccidentc greco e dal- la coniazione di pegasi da parte di Siracusa e Leontini in Sicilia e di Locri in Magna Grecia50. Sui nominali supcriori si aggiungono ai simboli anche le lettere e i monogrammi51. Questo sistema di controllo si riscontra anche su moke serie, particolarmente abbon- 39 Fisher, J.E.: Corinth 1974: Forum Southwest. Appendix: Coins, Hesperia, XLIV, (1975) p. 30-50: Zona SO del Foro, strato di distruzione nella Fornace 2: 74-571. Cfr. anche Idem: Corinth 1975: Forum Southwest. Appendix: Coins, Hesperia, XLV, (1976) p. 138-162. 40 Kraay (Archaic and Classical, p. 88) colloca l'introduzione del bron- zo a meta del IV sec. a.C. 41 Grazie al tcsorctto di Nissoria [IGCH 2133) si c potuto stabilire il terminus ante quern di questo periodo intorno alia meta del decen- nio 330, essendo il suo occultamento non antecedente al 338 a.C, anno di chiusura dclla zecca di Ambracia, le cui ukime emissioni sono in esso coiuenute. 42 Kraay, Archaic and Classical, p. 86-88; Head, Catalogue, p. xxiv- xxvii: 400-300 a.C: Ravel. Lcs „poulains\ II, p. 28: 387-307 a.C. 45 Jenkins, G.K.: A Note on Corinthian Coins in the West, Centenni- al Publication American Numismatic Society, New York 1958, p. 367-379: la prima serie degli stateri accompagnati da lettere c qucl- la con l'E, la sola rapprescntata nei tesoretti piu antichi di Licata e Centuripe. Nel tesoretto di Nissoria, questa serie e associata ad esemplari con la lettera N, abbastanza numerosi, da considerarsi pereio a ridosso della prima (non cosi distanziati come nella sequen- za Ravel); tra l'altro questa serie, oltre a difTerenze stilistiche con quelle che scmbrano piii recenti (r, I. AP), mostra ancora la testa di Atcna volta alternativamente a destra o a sinistra, indicc di antichita. Le serie con V, I, AP sono stilisticamente piii vicine alle ultime rap- prcscntatc nel tesoretto di Chiliomodi (AI, AY. AO). Anche la serie All era presente seppure con un certo grado di usura. Un altro clc- mento notato dal Jenkins e la rappresentazione dclla seconda ala del Pegaso sugli esemplari dellc serie piii tarde T, I che trova confronto proprio in una varieta del gruppo AP; in conclusionc la possibile succcssionc proposta dal Jenkins vedrebbe le serie in qucst'ordinc: E; N; A, A, AA; F. I. AP; AI, AY, AO. 44 IGCH2130. 45 JGCH2}}\. 46 IGCH2133. /(7C//85. Ravel, O.: Corinthian hoard of Chiliomodi, Transactions of the International Congress - London 1936, London 1938, p. 98- 108: it tcsorctto coiucneva, oltre a dracme corinzie annovcratc tra le ultime serie AO (poste da Ravel dopo le serie AI, AY), anche drac- me tolcmaichc, per le quali furono utilizzati gli stessi conii, quindi da considerarsi monetate in loco ed impicgate per pagare le truppc di Tolomeo I che occupavano la citta dal 308 al 306 a.C 48 IGCH 147. Ravel, O.: Corinthian Hoards, NNM, LII, (1932) p. 12-27; Idem: Corinthian hoard of Chiliomodi, p. 106: che ha aiuta- to lo stesso Ravel a fissare la conclusione delle coniazioni di Corin- to tra il 303 e il 300 a.C, basandosi anche stavolta, oltre che su con- siderazioni storichc. sull'associazione con altri pezzi di ..sicura" data- zione, cioe i tetroboli di Filippo 11, databili tra il 316 e il 295 a.C. 49 Poco attendibile risulta in questo caso la periodizzazionc di Ravel, mancando alio studioso gli elemcnti cronologici utili per un tenta- tivo di ricostruzione. 1 risultati di nuove indagini archcologiche, con l'apporto di altri tesoretti e di conscguenza di altri esemplari hanno avvantaggiato invece le ricostruzioni del Jenkins (Jenkins, G.K.: A Note on Corinthian Coins in the West, Centennial Publication American Numismatic Society, New York 1958, p. 367-379) e del Kraay (Archaic and Classical). Si e ipotizzato un sistema nel mcto- do di produzione dei conii che pcrmcttcva di eliminare content po- raneamentc sia il conio di I)/ sia qucllo di R/ una volta usurato uno dei due (Kraay, Archaic and Classical, p. 87). *° Cfr. Taliercio Mensitieri, M.: I-a presenza monetale di Corinto e colonie in Sicilia e in Magna Grecia nel IV c III sec. a.C, Atti del IX Convcgno del CISN .,La monetazione corinzia in Occidcnte". Napoli 27-28 ottobre 1986, Roma 1993. p. 87-115. Cantilena, R.: L'emissionc dei pegasi nelle zecche siciliane, Atti del IX Convegno del CISN „I.a moneta corinzia in Occidente". Napoli, 27-29 otto- bre 1986, Roma 1993, p. 61-85. 51 Head (Catalogue, p. xxiv) considerava le lettere come iniziali dei magistrati monetari di piii alto rango, che avevano diritto alia tirma perche in carica per piii tempo, e i simboli come identificazione di magistrati di rango inferiore. La presenza dei simboli sarebbe da col- legare, secondo Scltman (C.T.: Greek Coins, London 1955, p. 117- 118), in seguito al ritrovamento di alcuni pani di metallo contras- segnati da simboli, alia quantita di argenio da monetare come veri- fica pondcrale. che permetteva di risalire al numero dei lingotti di partenza. 207 MARIANGELA PUGUSI danti, di dracme [figg. n. 19-22] cd hcmidracme, e, in manicra limitata, anchc su trihemidracme, trihemioboli (R/ Gorgoneion con bocca chiusa), dioboli (ancora con il Pegaso con ala ricurva al R/5') [fig. n. 23] cd oboli. Quc- sti uliimi, come gli hemioboli, sono caratterizzati ancora dal tridente sul R/ [fig. n. 24]. Sc lc lettere sono molto frequcnti mi nominali inferiori, soprattutto su dracme cd hemidracme, i monogrammi sono scarsamente documentati sullc ira/ioni, a pane le dracnic |fig. n. 25]; e nota infatti solo una serie di oboli con sigla monogrammata. La contrazione nellarticolazione monctaria dcllc frazioni in argento a vantaggio dcllc sole dracme fa pensare ad una sostiruzione del numerario minuto bartuto in questo mctallo con le coniazioni bronzee, chc atrorno alia meta del secolo sembrano farsi particolarmente consistcntP\ Numcrosi sono infatti i bronzi Pegaso/ Tridente caratteri- zzati dalla presenza di lettere associate a simboli [fig. n. 26] - rari quelli con i monogrammi -. Sembra probabile chc la monetazione bronzea sia prose- guita al di la deiripotizzabile cliiusura della zecca di Corinto alia fine del IV sec. a.C, in base a quanto sug- gerirebbc la grande quantita di esemplari rinvenuti negli strati immediatamentc precedenti al periodo romano ed anchc in quelli appartencnti ad esso. Un secondo gruppo di emission! bronzee, costituito da piii nominali con tipo- logia varia54, dovrebbe infatti datarsi tra la fine del III e la prima meta del II sec. a.C. , dopo la conquista romana dunque cd anteriormente alia distruzione della citta ad opera di Lucio Mummio (146 a.C). Conclusione: Dallo studio condotto si e evidenziata la possibilita di let- tura dei nominali frazionari c di quelli bronzci in paralle- 10 con le coniazioni maggiori. I parallelism] iconografici, stilistici e tccnici, riscontrabili tra nominali superiori c fra- zioni, trovano infatti piu volte conferma a livello cronolo- gico - sia relativo chc assoluto - nei dati dei rinvenimen- ti archeologici. 11 sistema corinzio si mostra fin dal suo primo apparire molto complesso, considerata l articolazione in vari nomi- nali frazionari. I loro quantitativi variano in base ai pcrio- di, segno di una politica monetaria attenta e flcssibilc a seconda degli awenimenti politici e sociali riguardanti la citta. Cio risulta particolarmente evidentc nei periodi di crisi dovuti alle guerre in cui la polis interviene o con l in- troduzione di nuovi nominali — come nei caso delle trihe- midracme - o con la contrazione delle cmissioni per man- canza del mctallo necessario o, ancora, con la sostituzionc della moneta bronzea alle frazioni in argento. Dalla nostra analisi sono inoltre emersi vari spunti meri- tevoli di ulteriori approfondimenti. Particolarmente importanti, anchc per la definizione della cronologia del- la monetazione corinzia, ci sembrano i confronti con le cmissioni magnogreche e sicilianc emersi a livello icono- grafico - per esempio nella varieta delle acconciature del- le teste femminili prescnti su alcune cmissioni - o ancora nei 1'uso dei segni di valore su parte dei nominali fraziona- ri, analogic1 che sembrano cssere abbastanza frequcnti gia a partire dal V sec. a.C*., facilmente giustificabili grazie ai contatti politici e commerciali fra le due aree, sostenuti dall essere Siracusa la piu importantc colonia corinzia in Occidentc. Tali elemcnti di confronto vanno ad aggiun- gersi all utilizzo del sistema ponderale corinzio e alle numerose riconiazioni oltre che alia densa presenza in Occidentc dei tesorctti contcnenti moneta corinzia e, in Sicilia, anche nominali frazionari. iMolto interessante appare anchc la qucstione delle emis- sioni in bronzo chc meriterebbe di essere trarrata in modo specifico, anchc perche supportata sempre piu frequente- mente da nuovi dati archeologici che potrebbero essere di aiuto per ulteriori precisazioni cronologiche riguardanti anche la monetazione argentea. s~ In cssi si mantiene I'icnnograHa del Pegaso con l'ala ricurva torse perche legata ad una siarua arcaica rafTigurantc il mitico animale. Cio risulterebbe confermato dalla posizionc di Pegaso Mil R/ che si prcscntava al passo o al iroito, in atteggiamento meno dinamico quindi rispeito alio slancio del volo. posto tr.i I'altro una linca di esergo che farebbe pensare proprio alia base di una starua. ^ II quamiiativo maggiorc di cmissioni bronzee e costituito dalla scric Pegaso/ Iridentc, inizialmentc sen/a lettere aggiuntive. In un secon- do momento apparve un altro nominalc di valorc supcriore all.i serie IVg.iso/Triderue, con al I)/ la testa di Atcna oppure quella di Apol- lo cd al R/ una statua di Zeus. 54 II nominale-base, Kracle/Protome di Pegaso, corrispondeva. quanto a dimension! e presumibilmcnce a valorc, alia serie Pegaso/Tridcntc. Difficile rcsta stabilirc sc esso sia stato adoitato in sostitu/ione o in aggiuma alia serie precedente. II nominalc supcriore era costituito d.i due serie diverse. Poseidon/Bcllcrorontc (accompagnaio da alcu- ne lettere) e Atcna/ Tridente con leggenda KOPIN0U2N. Un tcr/o nominalc, Atena/Pcgaso, aveva presumibilmente ad un valorc inter- mcdio. 55 II Price (M.J.: Coins from some deposits in the South Stoa at Corinth, Hespcria. XXXVI, (1967) p. 349-372), invece, avendo notato nella composi/.ione gcncrale dei depositi da lui csaminati una diminu/aone quantitativa dcllc monerc corinzic durante la prima meta del II sec. a.C, ha sostenuto una cessazione delle coniazioni bronzee autonomc a CoriotO dal 196 a.C. - sostituite da moneta sicionia - hno alia distruzione della citta del 146 a.C, cosa abba stanza sorprendente dal momento che la citta, afFrancata dal conso- le PttnunioOi era invece autorizzata a monetare argento per la Lcga Achca (Oman, C: Problems of the later Coinage of Corinth, NC (1926) p. 33). 208 MONKTA/IONK CORINZIA: LK FRA/IONI AR( IHNThh Periodo Datazione (Kraay) Frazioni presenti Elementi caratterizzanti (DI) Elementi caratterizzanti (RJ) I 570/60-515 a.C Pegaso con ala ricurva Incuso a forma di svastica dracme Peeaso in volo hemidracme Protome di Pegaso in volo oboli Peeaso in volo hemioboli Testa di I'cgaso Ik 515-480 a.C IWaso con ala ricurva Testa di Atena entro quadrato incuso e riquadro lineare dracme Peeaso in volo hemidracme Protome di Pegaso in volo lib 480-meta Vsec a.C. Testa di Atena entro quadrato incuso dracme Pegaso in volo hemidracme Protome di Pegaso in volo Iniziale del nominale entro quadrato incuso dioboli Testa di Pegaso A trihemioboli Elmo corin/io. T hemioboli Testa di Pegaso H Ik intorno alia meta Peeaso con ala ricurva Testa femm. stile arcaico entro quadrato incuso del Vsec. a.C. dracme Pegaso in volo hemidracme Protome di Pegaso in volo Lettere iniziali del nominale entro quadrato incuso dioboli Peeaso in volo AIO o A112, Pegaso impennato con ala ricurva (a volte senza incuso) trihemioboli Peeaso in volo TPIH, Gorgoneion arcaico HI 440-fine Vsec. a.C. Pegaso con ala appuntita trihemidracme Ncllcrofontc su Pegaso Chimera, incuso circolare dracmc Pegaso in volo Testa femm. acconciata in vari modi (cfr. hemidracme) oboli Peeaso in volo Croce uncinata Pegaso con ala ricurva hemidracme Protome di Pegaso in volo Testa femm. acconciata in vari modi (cfr. dracme) trihemioboli Pegaso in volo Gorgoneion (capelli Huenti) IV fine V sec. — meta Pegaso con ala appuntita Sirnboli IVseca.C. dracme Pegaso in volo Testa femm. acconciata in vari modi oboli Peeaso in volo Tridente bronzi Peeaso in volo Tridente Peeaso con ala ricurva dioboli Peeaso in volo Pegaso in volo con ala ricurva V dopo la meta del IV ■ Pegaso con ala appuntita Lettere (e sirnboli) see. - fine IVsec. a.C. trihemidracme Bellerofontc su Pegaso Chimera, incuso circolare dracme Pegaso in volo Testa femm. acconciata in vari modi (cfr. hemidracme) hemidracme Protome di Peeaso in volo Testa femm. acconciata in vari modi (cfr. dracme) trihemioboli Pegaso in volo Gorgoneion con bocca chiusa oboli Pegaso in volo Tridente hemioboli Testa di Peeaso Tridente bronzi Peeaso in volo Tridente Pegaso con ala ricurva dioboli Pegaso in volo Pegaso in volo con ala ricurva Pegaso con ala appuntita Monogrammi (e sirnboli) dracme Pegaso in volo Testa femm. acconciata in vari modi oboli Pegaso in volo Tridente bronzi Pegaso in volo Tridente 209 Marian(,i;i a Puglisi Tavoht 1. Pcriodo I: dracma (SNG Delepierre, n. 1851) 2. Pcriodo I: hcmidracma (SNG Cop. 15, Corinth, n. 4) 3. Periodo I: obolo (SNG Cop. 15. Corinth, n. 5) 4. Pcriodo II: drat ma (SNG Cop. 15, Corinth, n. 10) 5. Pcriodo II: hcmidracma (Grose, S.W.: Catalogue of the Mc Clean Collection ot Greek Coins in the Fit/william Museum, II, Cambridge 1926, tav. 214, n. 10) 6. Pcriodo II: dracma {SNG Cop. 15, Corinth, n. 11) 7. Pcriodo 0: dracma {SNG DeUpierre. n. 1855) 8. Pcriodo II: hcmidracma (Grose, S.W.: Catalogue of the Mc Clean Collection of Greek Coins in the Fit/william Museum, II, Cambridge 1926, tav. 214, n. 11) 9. Pcriodo II: diobolo (SNG Cop. 15, Corinth, n. 20) 10. Pcriodo II: trihemiobolo (SNG Cop. 15. Corinth, n. 21) 11. Pcriodo II: diobolo (Berend, D.: Reflexions sur les fractions du monnayagc grec, in Houghton, A. — Hurter S. — Mottahcdch PE. - Scott J.A. (cds.): Festschrift fiir Ixo Mildenbcrg, Wcttcrcn 1984, tav. II, n. 6) 12. Periodo II: trihemiobolo (Berend, D.: Reflexions sur les fractions du monnayagc grec, in Houghton, A. - Hurter S. - Mottahcdch RE. - Scott J.A. (eds.): Festschrift fiir Leo Mildenbcrg, Wcttcrcn 1984, tav. II, n. 7) 13. Pcriodo III: trihemidracma (Warren, J.: The Trihcmidrach- ms of Corinth, in Kraay, CM. — Jenkins, G.K. (eds.): Essays in Greek Coinage presented to Stanley Robinson, Oxford 1968, tav. XIII, n. 1) 14. Periodo III: dracma (Grose, S.W.: Catalogue of the Mc Clean Collection of Greek Coins in the Fit/william Museum, II. Cambridge 1926, tav. 215, n. 19) 15. Periodo III: trihemiobolo (SNG Cop. 15, Corinth, n. 31) 16. Pcriodo III: obolo (Grose, S.W.: Catalogue of the Mc Cle- an Collection of Greek Coins in the Fitzwilliam Museum, II, Cambridge 1926, tav. 215, n. 10) 17. Periodo IV: trihemidracma (Warren, J.: The Trihcmidrach- ms of Corinth, in Kraay, CM. - Jenkins, G.K. (eds.): Essays in Greek Coinage presented to S. Robinson, Oxford 1968, tav. XIII, n. 6) 18. Period*) IV: bronzo (Zervos, O.H.: Coins Excavated of Corinth 1978-1980, Hesperia. LV, 2, (1986) p. 183-205, n. 15) 19. Periodo V: dracma (SNG Cop. 15, Corinth, n. 63) 20. Periodo V: dracma (SNG Cop. 15, Corinth, n. 90) 21. Periodo V: dracma (SNG Cop. 15. Corinth, n. 131) 22. Periodo V: dracma (SNG Cop. 15. Corinth, n. 156) 23. Periodo V: diobolo (SNG Cop. 15, Corinth, n. 92) 24. Periodo V: hemiobolo (SNG Cop. 15, Corinth, n. 92) 25. Periodo V: dracma (Grose, S.W.: Catalogue of the Mc Cle- an Collection of Greek Coins in the Fit/william Museum, II, Cambridge 1926, tav. 215, n. 31) 26. Pcriodo V: bronzo (Zervos, O.H.: Coins Excavated of Corinth 1978-1980, Hesperia, LV 2, (1986) p. 183-205, n. 19) 210 MONETAZIONE CORIN/JA: LE FRA/.IONI ARCBNTKL 211
x

Log In

or reset password

Reset Password

Enter the email address you signed up with, and we'll send a reset password email to that address

Academia © 2012