Presenza e funzioni della moneta nelle chorai delle colonie greche di Sicilia more

co-authored with M. CACCAMO CALTABIANO, Presenza e funzioni della moneta nelle chorai delle colonie greche di Sicilia, in Presenza e funzioni della moneta nelle chorai delle colonie greche dall’Iberia al Mar Nero, Atti del XII Convegno organizzato dall’Università “Federico II” e dal Centro Internazionale di Studi Numismatici (Napoli, 16-17 giugno 2000), Roma 2004, 333-370.

CENTRO INTERNAZIONALE DI STUDI NUMISMATICI - NAPOLI Presenza e funzioni della moneta nelle chorai delle colonie greche dairiberia al Mar Nero ATTI DEL XII CONVEGNO ORGANIZZATO DALL'UNIVERSITA "FEDERICO II E DAL CENTRO INTERNAZIONALE DI STUDI NUMISMATICI NAPOLI 16-17 GIUGNO 2000 [ESTRATTO] f ISTITUTO ITALIANO DI NUMISMATICA / ROMA 2004 PRESENZA E FUNZIONI DELLA MONETA NELLE CHORAI DELLE COLONIE GRECHE DELLA SICILIA: ETA ARCAICA E CLASSICA In questi ultimi anni lo studio della circolazione monetale in Sicilia, all'interno del nostro gruppo di ricerca, e intervenuto dopo numerose analisi rivolte soprattutto alia ricostruzione della storia delle varie zecche di emissione e della cronologia delle loro coniazioni. La ricomposizione della circolazione monetale dovrebbe aiutarci a com- prendere la funzione economica e sociale giocata dalla moneta neH'i- sola, al fine di verificare le ipotesi da noi formulate sia a proposito della cronologia delle emissioni che della politica monetale svolta dai signori siciliani, dai Dinomenidi a Dionisio I, da Timoleonte ad Aga- tocle a Ierone II di Siracusa. Metodologia di analisi Tutte le testimonianze numismatiche raccolte nella bibliografia specialistica1 sono state trattate attraverso un'analisi differenziata, 1 Per la bibliografia concernente i tesoretti si e tenuto conto in particolar modo di: M. Thompson - O. Morkholm - CM. Kraay, An Inventory of Greek Coin Hoards, New York 1973; MJ. Price (a cura di), Coin Hoards, I, London 1975; II, London 1976; III, London 1977; IV, London 1978; V, London 1979; VI, London 1981; VII, London 1985; U. Wartenberg - MJ. Price - K.A. McGregor (a cura di), Coin Hoards, VIII, London 1994; Notizie degli Scavi di Anticbita; Atti e Memorie dell'lstituto Italiano di Numismatica-, Annali dell'lstituto Italiano di Numismatica; Kokalos. Atti del Congresso Intemazionale di Studi sulla Sicilia antica. Per quanto riguarda \ ritrovamenti da scavo sono stati considerati oltre i gia citati periodici anche Sicilia Archeologica, Annali della Scuola Normale di Pisa, Atti delle Giornate di Studi sull'area Elima, il volume Archeologia e Territorio (a cura di C. Greco - F. Spatafora - S. Vassallo, Palermo 1997), nonchc i cataloghi annessi alle monografie su Himera (A. Cutroni 333 maria caccamo caltahiano - maria ng el a puglisi per cui i rinvenimenti in strato sono stati considerati separatamente rispetto agli esemplari da tesoretto, per essere messi fra di loro a confronto solo in un secondo momento, al fine di verificare se i dati desunti dalle due analisi si corrispondessero. Alle collezioni locali si e prestata attenzione solo in quei casi in cui le informazioni collimavano con quelle gia raggiunte con gli altri due tipi di testimonianze, ovvero quando non esisteva altro genere di documentazione cui fare riferimento. Per comprendere le dinamiche economiche e il ruolo sociale svolto dalla moneta in Sicilia, e stato fondamentale l'avere cercato di definire la localizzazione delle zecche di emissione in tutto l'arco cronologico interessato dal fenomeno monetale2. Abbiamo di conse- guenza distinto diversi periodi di emissione, individuati sulla base del verificarsi di grossi avvenimenti storico-politici (quali, ad esempio, Passalto cartaginese contro le colonie greche siciliane dopo il 409 a.C, o la conquista romana della Sicilia alia fine del III sec. a.C); abbiamo al tempo stesso cercato di tenere presente Timpronta im- pressa aireconomia isolana dalFazione di governo e dalle scelte di politica estera delle personalita leader di Siracusa: i due Dionisii, Ti- moleonte, Agatocle, Ierone II. Tusa, Le monete, in AA.W., Himera I. Campagne di scavo 1963-1965, Roma 1970, pp. 357-381; A. Cutroni Tusa, Le monete, in Himera II. Campagne di scavo 1966- 1973, Roma 1976, 705-780; R. Macaluso, Le monete, in Himera III. 2 Le aree sacre. Campagne di scavo 1973-1989, Roma c.d.s.), su Mozia (A. Cutroni Tusa, Monetazione e circolazione, in Mozia III, Roma 1967, 97-119; A. Cutroni Tusa, Le monete, in Mozia V, Roma 1969, pp. 173-182; A. Cutroni Tusa, Le monete, in Mozia VII, Roma 1972, pp. 83-86; A. Cutroni Tusa, La monetazione, in AA.W., Mozia, Roma 1989, pp. 93-95), su Segesta (G. Mammina, La documentazione numismatica, in Segesta. II Castello e la Moschea, Palermo 1997, pp. 189-197), su Monte Saraceno di Ravanusa (M. Caccamo Caltabiano, / rinvenimenti monetali: Monte Saraceno sede di xenoi.3, in A. Calderone - M. Caccamo Caltabiano - E. De Miro - A. Denti - A. Siracusano, Monte Saraceno di Ravanusa, Messina 1996, pp. 183-193), su Agrigento (R. Maca- luso, Le monete, in R.M. Bonacasa Carra (a cura di), Agrigento. La necropoli paleo- cristiana sub-divo, Studi e Materiali 10, Roma 1995, pp. 303-323). 2 Cfr. M. Caccamo Caltabiano, Identita e peculiarity dell'esperienza monetale siciliana, in Magna Grecia e Sicilia. Stato degli studi e prospettive di ricerca. Atti dell'In- contro di Studi (Messina 1996), a cura di M. Barra Bagnasco, E. De Miro, A. Pinzone, Pelorias 4, Messina 1999, pp. 295-311. 334 presenza e funzioni della moneta nelle CHORAI della sicilia // problema della funzione della moneta L'analisi ha innanzitutto evidenziato la notevole variazione nel numero delle zecche (poche o molte) che hanno emesso moneta nei periodi in esame, ed ha soprattutto rilevato la differente localizza- zione dei centri che nel tempo hanno dato vita al fenomeno mone- tale. Tali caratteristiche, escludendo Tesistenza di emissioni mone- tali frequenti e continue da parte di tutte le zecche isolane, fatta eccezione per la citta di Siracusa*, evidenziano come le emissioni siciliane non sarebbero state realizzate per soddisfare le esigenze di un mercato abituato a transazioni commerciali basate sulFuso della moneta. Una netta distinzione, fra l'altro, si registra tra l'uso della moneta in territorio urbano, e quello piu limitato e circoscritto che ha interessato i centri deirinterno o le campagne, che non sempre gravitano, sia dal punto di vista politico che economico, verso le colonie greche. II costante variare della localizzazione e del numero delle zecche attive in Sicilia, dipendenti in gran parte dai condizionamenti e dal- l'assenza di autonomia di numerosi centri a causa delPimperialismo siracusano o di quello cartaginese, e poi del potere romano, costringe ad interrogarsi sulla reale funzione della moneta emessa nell'isola dal VI sec. a.C. all'eta protoimperiale. L/alternativa, che costituisce per noi un problema ancora aperto, e quella di identificare tale funzione nelle istanze di tipo socio-economico che vedono nella moneta, sulla scorta del pensiero aristotelico, uno strumento di giustizia sociale finalizzato alia distribuzione della ricchezza, alia remunerazione di attivita e servizi, al pagamento di tasse, dazi e pedaggi; oppure rico- noscere in essa innanzitutto un mezzo di pagamento delle spese mili- tari richieste dalle politiche di conquista, di controllo e di difesa del territorio da parte delle colonie greche e dei poteri dominanti, identi- ficabili di volta in volta con quello di Siracusa, di Cartagine o di Roma. 1 Pur interessata anch'essa da qualche sospensione nell'attivita monetaria ri- mane certamente la citta di gran lunga piu ricca di emissioni e, di conseguenza, quella che dagli inizi del V alia fine del III sec. a.C. ha maggiormente alimentato il mercato monetario siciliano. 335 maria caccamo caltabiano - mariangkla puglisi Le zecche di emissione in eta classica In Sicilia soltanto nel V sec. a.C. il fenomeno monetale interessa uniformemente — anche se per periodi di durata differente — le colonie greche delTisola, i centri elimi di Segesta ed Erice, quelli punici di Motye e Panormos, e in misura assai limitata alcuni centri indigeni deirinterno (cartina n. 1). La situazione appare completamente mutata nel IV sec. a.C, alia caduta della tirannide dionigiana, allorche le zecche sono diminuite di numero, e la loro fades e la distribuzione topografica e completamente diversa da quella nota per il secolo precedente. Battono moneta di bronzo, e per di piu in quantitativi assai limitati, ottenuti con la riconiazione del vecchio numerario dionigiano, soltanto i centri piu interni della Sicilia di origine sicula, privi spesso di alcuna importanza storica, insieme a gruppi di mercenari Campani, Tyrrhenoi, Sileraioi, Sergetai ed altri (cartina n. 2). La dislocazione complessiva delle zec- che riflette sicuramente una situazione pregressa, che aveva compor- tato — ad opera di Dionisio I — il dispiegamento di guarnigioni in phrouria di confine o castelli situati in posizione elevata, destinati al controllo della produttivita agricola della zona piu fertile della Sicilia, 1'ampio territorio che muovendo dalla zona pedemontana dell'Etna lambisce i Nebrodi e raggiunge le pendici della montagna su cui sorge la citta di Henna. La funzione strategica di questi luoghi occupati da mercenari, comportando la corresponsione di una paga per Tacquisto del sitos quotidiano, oltre a spiegare la destinazione deirabbondante coniazione dei due nominali in bronzo pesante battuti da Dionisio I, rende ragione del perche solo tali centri disponessero di moneta da riconiare al momento del dissolvimento delTimpero dionigiano4. L'esempio citato e sufficiente per comprendere come la ricostru- zione della circolazione monetale siciliana appaia assai complessa, e fortemente legata agli avvenimenti politici e airavvicendarsi al potere dei diversi governi. Per ogni periodo da esaminare un adeguato ap- profondimento comportera, di conseguenza, — oltre alia ricostruzione della circolazione monetale — anche quella del contesto storico e di quello archeologico di riferimento. 4 Cfr. D. Castrizio, La monetazione mercenariale in Sicilia. Strategic economiche e territoriali fra Dione e Timolconte, Antiqua ct Nova 5, Soveria Mannclli 2000. 336 presenza e funzioni della moneta nelle CHORAI della sicilia Caratteri della circolazione monetale in eta classica Attualmente il problema del ruolo svolto dalla moneta nelle cho- ral coloniali di Sicilia, ci sembra possa porsi soltanto per le fasi iniziali del fenomeno monetale (dopo il 550 a.C.) e per il periodo del suo successivo sviluppo, fino alia fine del V sec. a.C. Per tale motivo I'indagine presente e stata limitata all'eta arcaica e classica, e si e ritenuto opportuno — per meglio analizzare il fenomeno — realizzare delle cartine di distribuzione dei tesoretti monetali e dei rinvenimenti da scavo, distinte per zecche di emissione. Gli elementi finora emersi si possono cosi sintetizzare: 1. Proporzione fra i quantitativi di moneta emessa e presenze nei tesoretti. La presenza del numerario di ogni singola zecca nei tesoretti appare proporzionale ai quantitativi di moneta emessa. Nei caso sici- liano i dati desunti dalla presenza di tale numerario sono confermati in parte dalle acquisizioni che la critica moderna ha raggiunto con la ricostruzione dei Corpora di numerose monetazioni siciliane. Per il periodo esaminato il primato delle emissioni monetali e della presenza del proprio numerario in un maggior numero di tesoretti, e detenuto da Siracusa (63 tesoretti), seguita a distanza da Zankle-Messana (42 tesoretti), Akragas (42 tesoretti) e Gela (37 tesoretti). A livello inter- medio si pongono le zecche di Leontinoi (29 tesoretti), Himera (26 tesoretti), Rhegion e Katana (entrambe presenti in 25 tesoretti), Se- linous (21 tesoretti). Al livello piu basso, ma pur sempre a breve distanza dalle ultime citta del gruppo precedente, si situano Naxos (17 tesoretti), Segesta e Kamarina (presenti in 13 tesoretti), Motye (7), Panormos (5, di cui 4 con emissioni a leggenda SYS), Eryx (5); le limitate presenze delle monete delle zecche di Motye ed Eryx dipen- dono principalmente dalla relativa brevita delle loro emissioni. Un posto a parte occupano le emissioni siculo-puniche, la cui coniazione, pur essendo limitata agli anni finali del V e a quelli iniziali del IV sec. a.C, e rappresentata in cinque tesoretti. 2. Circolazione indifferenziata della moneta d'argento. Dalle cartine dedicate ai rinvenimenti in tesoretto di esemplari delle zecche di Akragas, Eryx, Gela, Himera, Kamarina, Katana, 337 maria cagcamo caltabiano - makiangela pikilisi Leontinoi, Messana, Motye, Naxos, Segesta, Selinous, Syrakosai, Si- culo-puniche, e Rhegion (la cui circolazione monetale gravita intiera- mente verso la vicina Sicilia), si evince come nell'isola si sarebbe formata un'area omogenea di circolazione, che non sembra aver pri- vilegiato la distribuzione della moneta airinterno esclusivamente della polls emittente e della sua chora, ma che avrebbe assunto dimensioni che coincidevano spesso con Tintera isola. In tale area si sarebbe costituito una sorta di «mercato comune» airinterno del quale, grazie alia generale adozione del sistema ponde- rale euboico-attico dopo il 480 a.C, e fin quasi alia fine del V sec. a.C, sarebbe stato consentito una sorta di «libero scambio» deducibile dall'ampia distribuzione del numerario delle zecche isolane, che po- teva raggiungere — apparentemente in maniera indifferenziata — le diverse zone della Sicilia sia occidentale che orientale. Per quanto la moneta sembri sia stata tesaurizzata in maniera indipendente dall'i- dentita delle zecche di emissione, cio non avrebbe impedito, tuttavia, alle citta di riconiare spesso gli esemplari delle altre poleis siciliane, e qualche volta perfino le proprie monete5. 3. Ampio raggio di circolazione del bronzo pesante. Per quanto nel caso dei tesoretti monetali si potrebbe pensare che la «libera circolazione» delle monete siciliane airinterno delPisola, fosse stata legata al valore intrinseco del metallo d'argento, l'ampio raggio di spostamenti attestati anche dalla moneta di bronzo (sia di quella in bronzo pesante, tipica delle citta piu occidentali dell'isola, quali Akragas o Himera, e in minor misura anche di quella in bronzo leggero, peculiare delle zecche della Sicilia orientale, quali Syrakosai, Gela, Leontinoi, Katana o Messana), ribadisce il principio di grande mobilita del numerario siciliano all'interno delFisola. Tale mobilita della valuta di bronzo sembra riconducibile a cause di ordine economico e finanziario, che debbono tener conto della ' II fenomeno, nolo in proporzioni apparentemente ridotte ma nella rcalta sicuramente piu ampie, piuttosto che giustificarsi con I'esigenza di sostituire la pro- pria autorita a quella della polis che aveva emesso la moneta, sembra obbedirc ad esigenze di ordine fiscalc. La riconiazione effettuata anche su numerario proprio, sembra evidenziare infatti motivi connessi con il pagamento di un tasso d'interesse da parte del possessore della moneta in cambio di una «riconvalida» ad opera dell'au- torita statale. 338 presenza e funzioni della moneta nelle CHORAI della sicilia complessiva disponibilita di moneta e della necessita — in assenza di valuta sufficiente alle esigenze — di avvalersi di tutto il numerario (sia pesante che leggero) che il mercato monetario poteva offrire. A se- conda del metallo impiegato si assiste, inoltre, ad una circolazione differenziata della valuta delle diverse citta, quale risulta documentata dai tesoretti e dai rinvenimenti da scavo. Ad esempio, mentre la monetazione bronzea di Agrigento, proveniente dagli scavi, si distri- buisce preferenzialmente nelle aree centrale ed occidentale della Sici- lia, che soffrono complessivamente di carenza di numerario, la moneta in argento rinvenuta nei tesoretti, oltre a permanere nell'area di emis- sione, si allarga verso la zona geloa e viene anche attirata nella zona centrale dell'isola, corrispondente al territorio di Enna, e in quella centro-orientale coincidente con l'area etnea. In tale zona negli ultimi decenni del secolo era venuta a mancare la moneta di Leontinoi, quella di Naxos si era rarefatta e il numerario di Katana non era stato forse sufficiente a ricoprire tutte le esigenze manifestatesi a livello locale. La valuta di bronzo pesante sembra in genere riempire dei vuoti nella Sicilia centrale ed occidentale determinati dalla scarsita delle emis- sioni locali in argento. 4. Tesaurizzazioni distanti dalla chora di emissione. Le aree di appartenenza delle zecche che hanno emesso moneta in misura rilevante, come ad esempio quella siracusana, appaiono poco idonee a lasciarsi penetrare dalla valuta esterna, in quanto, evidente- mente, sono gia provviste a sufficienza di moneta propria. Non sempre, tuttavia, la valuta viene tesaurizzata di preferenza nella chora delle citta che l'hanno emessa. II fenomeno si percepisce meglio nei casi in cui si tratti di monetazioni quantitativamente non abbondanti e percio scarsamente tesaurizzate. Alia fine del V secolo, ad esempio, la moneta di Erice, presente in soli sei tesoretti, viene tesaurizzata sia nella Sicilia occidentale, a Contessa Entellina e a Palermo, ma anche ad Ognina, vicinissima a Catania, a Messina e ad Agrigento. Lo stesso fenomeno si registra anche per Mozia, la cui moneta, presente nei sito di provenienza e — in ambito occidentale — a Contessa Entellina e a Palermo, e tesaurizzata anche nella parte opposta della Sicilia nei tesoretti di Naxos e di Ognina. Per converso anche la moneta di Naxos, oltre ad essere tesaurizzata nei suo terri- torio e in quello immediatamente vicino a Messana, giunge anche nella 339 maria caccamo caltabiano - mariangela puglisi parte occidentale dell'isola nei tesoretti di Santa Caterina di Villar- mosa e di Segesta. Con un diverso criterio di distribuzione, che sem- bra soggiacere alia casualita, la monetazione di Segesta risulta, invece, tesaurizzata nei tre maggiori ambiti della Sicilia, ad occidente, al centro e ad oriente. Ne segue che la maggiore o minore distanza dei rinvenimenti dal centro di emissione non sembra dipendere dal quantitative, maggiore o minore, di moneta emessa, quanto piuttosto dalla possibilita che le singole valute avevano di «viaggiare» insieme ai loro proprietari. Di conseguenza, piuttosto che parlare di «diffusione»6 della moneta dal centro di produzione ai luoghi di rinvenimento, lasciando quasi inten- dere che anche le zone intermedie abbiano sperimentato la circola- zione di quella valuta, sarebbe piu corretto parlare di «movimenti» o «spostamenti» di cui non conosciamo quasi mai i vettori. 5. Discrepanza quantitativa fra tesoretti e rinvenimenti da scavo. Mentre il numero di tesoretti noti e la loro ampia distribuzione in Sicilia, anche nelle zone deirinterno, farebbe immaginare un alto livello di monetarizzazione delPisola, colpisce per il periodo esaminato la scarsa entita dei rinvenimenti monetali, la cui natura — ribadiamo — consta soprattutto di piccoli nominali, monete di bronzo o frazioni d'argento. Per quanto una parte dei rinvenimenti monetali da scavo siano ancora inediti o pubblicati in maniera inadeguata, e significativo che i siti in cui e stata rinvenuta moneta siano di gran lunga inferiori rispetto alle localita di interesse archeologico finora note7, e che non tutti i siti di rinvenimento di tesoretti abbiano restituito moneta da scavo. Segni tutti che la moneta non si sarebbe distribuita ne unifor- memente ne capillarmente sul territorio siciliano, che il suo utilizzo 6 Tale termine utilizzato ad esempio da A. Tusa Cutroni {La circolazione della moneta bronzea in Sicilia, in AA.VV., Le origini della monetazione di bronzo in Sicilia e in Magna Grecia, Atti del VI Convegno CISN (Napoli 17-22 aprile 1977), Suppl. AON, vol. 25, Napoli 1979, pp. 225-264) sembra adattarsi meglio alia monetazione di bronzo. I rinvenimenti da scavo, tuttavia, come si evince dalle nostre cartine dimo- strano anche per il bronzo una distribuzione «a salti» in parte confrontabile con quella dell'argento che ripropone non soltanto il problcma degli spostamenti della valuta, ma soprattutto quello della sua destinazione. 7 Linee Guida del Piano Territoriale Paesistico Regionale, Palermo 1999, p. 52 «carta degli insediamenti arcaici, classici ed ellenistici». 340 presenza e funzioni della moneta nelle CHORAl della sicilia non sarebbe stato ne comune ne cos) ampio come si sarebbe indotti a ritenere in considerazione del gran numero di zecche emittenti, e che la «tesaurizzazione» della moneta non comportava automaticamente la «circolazione» della stessa. La preferenziale dislocazione, sul finire del VI e nel V sec. a.C, delle zecche greche sulla costa e il numero esiguo di centri indigeni deirinterno che hanno emesso soltanto valori frazionali, non rende d'altra parte ragione dei rinvenimenti sia di tesoretti che di monete da scavo nelle zone piu interne dell'isola. Si pone di conseguenza il pro- blema delTidentita dei vettori sia della valuta pregiata che di quella divisionale, e quindi dei motivi che ne avrebbero determinato il tra- sporto verso l'interno, nonche delle circostanze in cui l'utilizzo della moneta si sarebbe affermato anche nelle zone interne della Sicilia. II chiarimento di tali aspetti non e infatti ininfluente sul piano storico, comportando interpretazioni di segno completamente oppdsto e che condizionano la ricostruzione dei rapporti fra le colonie greche e i centri indigeni deirinterno. Ad esempio, l'ampia diffusione dei pe- santi bronzi acragantini lungo la valle dell'Himera inferiore e stata messa finora in correlazione con i rapporti commercial e di scambio instaurati dalla polis greca con i centri indigeni, ellenizzatisi grazie ai frequenti rapporti con le popolazioni greche. Ma se consideriamo che gran parte della monetazione acragantina rinvenuta risulta contromar- cata, si affaccia il problema di un suo possibile utilizzo anche molto dopo la sua data di emissione, contemporaneamente alia diffusione ad opera di Dionisio I di una valuta in bronzo pesante, in gran parte ponderalmente coerente con la vecchia moneta di Akragas8. 8 Per l'ampia c complcssa probiematica concernentc la monetazione di Dionisio I, al quale — tuttavia — non riteniamo possano essere attribuite le emissioni delle serie auree e dei decadrammi di Euainetos e Kimon (vd. M. Caccamo Caltabiano, / decadrammi di Euainetos e Kimon per una spedizione navale in Oriente, in Bollettino di Numismatica, Suppl. al n. 4, 1987, pp. 119-137; Ead., La monetazione di Messana, AMuGS XIII, Berlin-New York 1993, pp. 135-142; Ead., Tipi monetali siracusani in Asia Minore, in Sicilia e Anatolia, dalla presistoria all'eta ellenistica, Atti V Riunione scientifica della Scuola di Perfezionamento in Archeologia Classica dell'Universita di Catania (Siracusa 1987), a cura di G. Rizza, Catania 1997, pp. 103-114, in part, pp. 103-104; Ead. La monetazione di Dionisio I fra economia e propaganda, in La Sicilia dei due Dionisii. Atti del Congresso Akragas 2 (Agrigento 1999), a cura di L. Braccesi - E. De Miro • N. Bonacasa, pp. 33-45, si rimanda agli atti del Convegno La mone- tazione delieta dionigiana. Atti VIII Convegno CISN (Napoli 1983), Roma 1993. 341 maria caccamo caltabiano - mariangela puglisi 6. Ruolo delle vie di comunicazione. Infine, la presenza di tesoretti sul territorio sembra spesso legata alia ubicazione delle principali vie di comunicazione. Diversi tesoretti — ad esempio — sono dislocati sull'asse viario che univa Enna a Catana, e se si osservano alcune delle carte di distribuzione, ad esem- pio delle monete di Leontinoi, Messana, Katana e Rhegion, si perce- piscono spezzoni di itinerari, con tappe obbligate situate a regolare distanza le une dalle altre. Elementi tutti che ribadiscono, ancora una volta, la necessaria prudenza nel ritenere che il contenuto dei tesoretti rifletta tout court una situazione reale di circolazione, e non sia piut- tosto — in molti casi — il risultato di circostanze fortuite, legate alia persona del proprietario del gruzzolo e ai suoi spostamenti nella re- gione presa in esame. Maria Caccamo Caltabiano - Mariangela Puglisi * * La raccolta dei dati c il loro trasfcrimento sullc canine topografiche sono opera di M. Puglisi (autrice della tesi di Dottorato di Ricerca "La Sicilia neU'eta ellenistica: caratteristiche della circolazione monetale e metodologia d'analisi alia luce delle testimonianze archeologiche", Universita di Messina 2000, di prossima pubblicazione), il commento e di M. Caltabiano. Si ringrazia la dott.ssa T. Magazu per aver curato la versione computerizzata delle cartine. La presentc indagine fa parte di un progetto di ricerca su "Materiali monetali nel Mediterraneo antico. La moneta mezzo di scambio tra particolarismo e globalizz&zione" finanziato dall'Universita di Messina (ex fondi 60%) 1999. 342 presenza e funzioni dblla monet a nelle CHORAI della siciua Zeccbe di emissione di eta arcaica e classica (abbreviazioni): Abakainon Akragas (Akr) Eryx Gela Henna Himera (Him) Hippana Kamarina (Kam) Katana (Kat) Leontinoi (Leo) Morgantina Motye (Mot) Naxos (Nax) Panormos-SYS (Pan-SYS) Segesta (Seg) Selinous (Sel) Syrakosai (Syr) Zankle-Messana (Zan-Mes) Zeccbe non identificate: Galaria Nakona Piakos Stiela #d Legenda delle cartine: o sito sede di zecca □ rinvenimento di valuta argentea • rinvenimento di valuta bronzea ♦ tesoretto Zeccbe di emissione di eta post-dionigiana: Adranon Agyrion Aitna Halaisa Henna Hcrbessos Kentoripai Mytistratos Syrakosai Tauromenion Zeccbe non identificate: ATHL Petra Sergetai Sileraioi Tyrrhenoi 343 maria caccamo caltabiano - mariangela puglisi Siti cbe hanno restituito documentazione numhtnatica 1. ct * Adrano 42. pa l A__T . _ Monte Iato 2. ag * Agrigento A *\ 43. ct Monte Iudica (Castel di 3. rc A Augusta Iudica) 4. sr ■ Avola 44. sr Monte s. Basilio 5. pa bolognetta 45. ag Monte Saraceno di 6. cl dutera Ravanusa 7. ct Calatabiano 46. rg Monteraci 8. cl Caltanissetta A —-47. en morgantina 9. rg Camarina 48. en morgantina - serra orlando 10. ag Campobello di Licata 49. tp Mozia 11. sr Canicatttni Bagni 50. me Naxos 12. pa Carini 51. ct Ognina 13. ct aW% Catania 52. sr Paciiino 14. sr Cassaro 53. sr Palazzolo Acreide 15. rg Chiaramonte Gulfi 54. pa Palermo 16. pa contessa entellina 55. ag Palma di Montechiaro 17. pa corleone 56. ct Paterno 18. ag Eraclea Minoa 57. en montagna di marzo 19. tp Erice ^A /~\ 58. pa Pizzo Cannita (Misilmeri) 20. sr Falconara (Noto) 59. ct Randazzo 21. ag Favara 60. cl j-ft /—* t J s. Caterina Villarmosa 22. me Franca villa f A 61. ct l ft 4 . T _ s. Maria di Licodia 23. cl Gadir ✓ '■ft. 62. cl Sabucina 24. cl Gela 63. rg Scornavacche 25. cl Gibil Gabib 64. tp Segesta 26. pa HlMERA f -— 65. tp Seununte 27. sr Lentini 66. sr SlRACUSA 28. ag LlCATA 67. pa bOLUNTO 29. ME LlPARI 68. me Taormina 30. cl * * Manfria 69. pa Termini Imerese 31. pa Marineo 70. pa 1 erravecchia di cuti 32. TP Marsala-Liubeo 71. me Tindari 33. sr megara HyBLAEA 72. pa Entella 34. me Messina 73. cl Vassallaggi 35. me Milazzo 74. pa Villabate 36. ct MlNEO 75. sr Cassibile 37. pa montagna dei cavalli 76. ct Giarre-Riposto 38. cl Monte Bubbonia 77. pa Caccamo 39. pa Monte Cassero 78. me Monforte San Giorgio (Castronuovo di Sicilia) 79. ag Naro 40. cl Monte Castellazzo di 80. ag MlLENA Marianopou 81. sr Portopalo 41. pa Monte Castfi i azzo di 82. cl Monte Milingiana Poggioreale 344 1 < s 1 .8 * < u 1 ^ ^ 5- o ??i t < E ■a - j OS X - - c/3 >• OS On X K * — u c/5 U i-J M c/i w O c/i >• CU < z 1 Z < x ^^^^ ^ *"L S w ^ N<2 no J w O no - M M < h - M < S 53 - 2 - ITS Q uj j < cm u> M UC6>-X cm < * OS no M u oo > ■o p—» >—< > □ g 00 o fN o cm o cm o its m O cm c\J cm cm rs| s O its > O o o o t * u 3 o ^ .S "S " o nO O 1 a si EC * If J Oh >^ < ^ + "w o o r- _* ^ < OS c^ .j, o o • « 5 eu >» £ £ «a J ^ < ± 1 1 < <^ < a o —■ s z 3 3 J <N u T3 u a > £ 00 ON o 1 < j> *S \D GO 1 1 2 f g c 1 *■ o ^2 • i -a u «" t 3 ON 4 S oo g ■i j 1 I m o i § ■ oo oo 00 1 < "o to p 2 J i Ok m < ■ 1 4 ~- j 3 — | s M x s, i e- m >i es k m 00 y- — - ^ w Q C/} >- <S2 Z < x rs S o h ! 5 uj 7) n < h j w O CI M < h m M < S k Si J OS >« X - m os ^- a w < ™ ■■ ■■ NO > u a I 1 NO o » ■ ON ON o *—< o cm <N rsi 00 o NO © CN o rN| § J O o 8 O J 8 1 > O v\ © o w O VN T ss § © o • • o NO © © o *T © o i 5 c B u H\ + E as £ 2 © if< ■ Oh B OS '§ < £; © o 00 c-1 c/> h o i < -I O 52 j + '§ 3 I DS E 00 O — a c a ■ > o E fi- ft ft <3 O E ■ — 1 u • -2 a 1-3 1 o 3 1 3 2 1 c 00 o o E • -— *-* J 0 nO On x_ J 'I u e 8 o ON o J 'S | 3 s 1 rsi ON 00 f—< nJ o CTn * ITS CO CO Nl 1 ex 1 'is « u c D < • -1 J £ 5 < < £ OS ~ i i - s. i eu x -r c/> >- os x x f\ - VI U J C/5 UJ O k fN ;/> >- </} eu < z ' 2 Z < X - — Son no t> lU c/i * ^ ■ N < Z x ♦A hJ M O x M < H x M — M < s x - > ffi — s x x s v% <N IN W BS > X h — A) 5 - i — I OO o <N ^—< fN o o T O a 8 ITS CO T OO r-• o 00 O O t> ^8 > a I c D c B U < a ^ 1 + *f tf p _ co co 8 3 M * If ■ fffl'U rt L-* E "> « ■ <-» c 5 «j t/3 3 jf 1J "5 ¥ J Jfi K _) (A >- < 2 S & 8 J 2 (3 M < O * *» < ^ 1 as s > 3 < w cS1 &-a i < + S *—* NO o fN T 1 ■ 2 c —* m o «-* co j "ft* c n L E o CO < CO E 5 _ 8 2 "a o { I 5 li — « ca * ^ o • !C 9 -= ~ -£ o •§ J s ■ g -- -as "<r IS | 9 o 1 a 31 o * o 1 • w 1 ON S 2 a E t ■ ces as s i a. 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'47 45 ► 24 a** • 36 □ »5 14 Syrakosai: Rinvenimenti monetali da scavo o sporadici % ♦ 64 • 16 76 BO • 7» • 61 • 56 ♦ 4« 10 • n •:7 55 Syrakosai: Tesoretti •6J 46» '53 75, 368 presenza e funzioni della moneta nelle CHORAI della sicilia Q 369 MARIA CACCAMO CALTABIANO - MARIANGELA PUGLISI
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